CHIESANUOVA (SAN CASCIANO) – Fra i tanti reperti storici che verranno presentati a Chiesanuova alla Mostra “Addio mia bella addio", che si terrà dal 10 al 24 giugno presso la sala del Crc, c'è una cartolina, scritta dal fronte, di un fante della seconda Armata in data 22 settembre 1915, che si firmava Gigi ad una certa Costanza Agostini, abitante a Tavarnuzze.
Il Comitato organizzatore ricerca la famiglia di quel fante, di quell'eroe della trincea che prestò la sua opera e forse la propria vita partendo per quel conflitto assurdo solo per difendere la propria Patria.
Certamente era un ragazzo anche lui quando partì, forse tornò, forse fu ferito, o forse non tornò mai più.
Questi sono tutti interrogativi ai quali gli organizzatori di questa rassegna vorrebbero dare delle risposte che potrebbero scaturire da quella cartolina postale passata alla censura dell'epoca proprio per far dire ai propri cari che tutto andava bene.
E' una delle tante testimonianze di quanto la posta fu protagonista nell'unire case, famiglie con quelle cartoline che arrivavano puntualmente a casa unendo cuori e sentimenti; peggio era quando non arrivavano più.
Chi avesse qualche informazione può contattare Moreno Cheli al numero 3358267032.
La mostra con il patrocinio di Regione Toscana, Comune di San Casciano, rientra nel programma delle commemorazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Vede anche numerose manifestazioni collaterali come l'esibizione il coro La Martinella del CAI Firenze alle 18 di domenica 17 giugno, o la presentazione del volume “1914 avevo 20 anni e partii soldato" di Elena Innocenti, in programma per sabato 16 giugno alle 18.
Oppure l'interessante conferenza a cura dell'Associazione Cimeetrincee “La Grande Guerra e la trincea" per sabato 23 giugno alle 18.
La mostra conta oltre 300 reperti fra gavette, piatti, bottiglie, oggetti, documenti, centinaia di soldatini dell'Associazione "Il paese dei Balocchi" di Sesto Fiorentino, moto da portaordini, divise.
Tutte testimonianze che non enfatizzano la guerra, ma anzi la demonizzano e inducono a molte riflessioni rivolte ai giovani e meno giovani. In ricordo di quegli eroi indimenticabili della trincea.
di Redazione
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