SAN CASCIANO – Avrebbe compiuto oggi, mercoledì 7 marzo, ottantacinque anni: Adolfo Fiorenzo Falciai conosciuto da tutti i sancascianesi come “Fiorenzo me cugino”, tanto che anche sulla lapide sono state impresse queste parole.
Fiorenzo è venuto a mancare il giorno prima di Natale dell'anno scorso, lasciando un grande vuoto.
Nella sua casa, insieme all’amata moglie Wilma Spagni, animava con la sua simpatia e vivacità le giornate con le figlie, i nipoti, generi e i tanti amici, qualsiasi occasione era un motivo di festa da passare tutti insieme.

UNA BELLISSIMA STORIA D'AMORE – Quella di Wilma e Fiorenzo
Era anche una persona che amava stare in compagnia, tanto che insieme con altri amici si godeva momenti spensierati davanti al bar di via Machiavelli. O, seduti su una panchina del “Piazzone”, ricordando i tanti momenti di vita. E quando non era con gli amici, era sempre con la sua dolce metà.
Fiorenzo era nato a Campi Bisenzio, ma il suo lavoro di rappresentante lo aveva portato a San Casciano: dove conobbe Wilma, una bellissima signorina, che ancora oggi conserva uno splendido fascino. Si innamorarono.
Lui lasciò Campi per sposarsi e mettere su una bella famiglia nel Chianti. Avevano raggiunto il traguardo di 53 anni di matrimonio (senza contare quelli di fidanzamento) vissuti all'inizio in un paese dove si faceva la Festa dell’Uva e la Festa delle Contrade.
Bellissime le due foto (le trovate nella gallery in alto) che rievocano quegli anni bellissimi, quando Fiorenzo trovò il suo amore, in una foto in particolare si riconosce una giovane Wilma alla guida di una Vespa con tanto di occhiali da sole, con dietro un’amica, mentre percorrono via Roma. E un’altra scattata in piazza della Repubblica, dove sicuramente tra la folla si trovava anche Fiorenzo a seguire la fidanzatina.

SORRIDENTE – Con le figlie
Per fare capire quanto volesse bene al paese, non mancava di gesti di gentilezza. Lo fotografammo nel 2016 quando, insieme a un amico, con la borsa della spesa in mano, non esitò ad andare a fare i complimenti a una giovane coppia di stranieri che aveva deciso di unirsi in matrimonio in palazzo comunale: baciando con antica galanteria la mano alla sposa e stringendo la mano allo sposo.
Fiorenzo era così e così. E fino all’ultimo giorno non ha rinunciato a fare un “giro in piazza”, naturalmente a braccetto all’amata moglie Wilma.
di Antonio Taddei
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