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sabato 25 Maggio 2024
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    Tubi abbandonati e percorso lungo Pesa: risponde il Consorzio di Bonifica

    Il presidente Bottino: "I tubi li deve rimuovere Alia. Il Percorso è a servizio delle attività di bonifica"

    SAN CASCIANO – L'ultima segnalazione, relativa alla situazione lungo la Pesa, con particolare riferimento alla presenza massiccia di sassi e, in questo caso, anche di due grossi tubi, fatta da un lettore al Gazzettino del Chianti, vede la risposta del presidente del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno, Marco Bottino.

     

    # "La Pesa… sembra una cava. E spuntano anche due grossi tubi"

     

    "Volentieri rispondiamo all’ultima lettera al Gazzettino sullo stato di presunto abbandono della Pesa – esordisce Bottino – per cogliere nuovamente l’occasione di comunicare a tutti i lettori del Gazzettino e cittadini della Val di Pesa le caratteristiche naturali del torrente e la strategia di gestione che il Consorzio attua in stretto contatto con i soggetti istituzionali e associativi che fanno parte degli organismi di confronto e di condivisione del Contratto di Fiume della Pesa, a cui in tanti e sempre di più hanno aderito e auspichiamo vorranno presto aderire".

     

    "Nelle settimane successive agli eventi meteo di novembre e dicembre 2019 – riprende – abbiamo ricevuto e letto da diverse parti, anche sui social, numerose segnalazioni, critiche e richieste di ripristino relative al Percorso della Pesa. Il tracciato presenta infatti, per la quasi totalità del suo sviluppo di oltre 30 km, diverse criticità e benché resti in sostanza transitabile dai mezzi d’opera per eventuali interventi di bonifica e manutenzione, risultano in larga parte compromesse le funzioni secondarie ed accidentali di sentiero naturalistico e/o percorso pedo-ciclabile, particolarmente apprezzate e reclamate dalle comunità locali".

     

    "In proposito – continua Bottino – il Consorzio ha steso un report delle necessità, delle possibili soluzioni e delle tempistiche di attuazione che ha condiviso in sede di Contratto di Fiume e trasmesso ai Comuni interessati e al Genio Civile della Regione Toscana chiedendo che siano parte attiva nella risoluzione positiva di diverse questioni emerse nel tempo in merito al Percorso (es. utilizzo ai fini sociali e ricreativi, carrabilità di alcuni tratti da parte dei frontisti, manutenzione del fondo e delle alberature pertinenti, sicurezza dell’area e possibilità di intervento per i mezzi di soccorso, raccolta rifiuti)".

     

    "Come Consorzio – ricorda – non è certo la prima volta che scriviamo, pubblichiamo e ribadiamo alcune precisazioni fondamentali: il Percorso è stato pensato e voluto prima di tutto come pista di servizio per le attività di sorveglianza e di bonifica, in secondo luogo come area demaniale regionale e spazio utile in molti tratti per la libera laminazione delle piene e solo da ultimo come anche percorso pubblicamente fruibile. Specie a seguito di alcuni episodi giudiziari che hanno visto chiamati in causa per varie responsabilità il Consorzio e le amministrazioni comunali, siamo stati costretti ad adottare un piano difensivo di limitazione dei rischi e delle responsabilità con la quasi totale eliminazione di cartelli e pannelli informativi precedentemente installati, in attesa di una definizione normativa chiara e precisa circa la natura giuridica e le possibilità di percorrenza pubblica delle opere e pertinenze fluviali come questa".

     

    "Una situazione che ci dispiace molto – sottolinea il presidente del Consorzio di Bonifica – perché pienamente convinti delle grandi potenzialità paesaggistiche, sociali e pure turistiche di una percorrenza con finalità plurime ma che non vuol dire assolutamente abbandono del corso d’acqua: il Consorzio non ha mai interrotto e continua la propria attività di vigilanza e manutenzione del torrente e delle sue pertinenze, potendo contare comunque sulla percorribilità per i nostri mezzi operativi lungo quasi tutta la Pesa".

     

    "Diciamo che in questa fase – argomenta – ci limitiamo alle nostre più strette competenze, ovvero ai lavori di difesa del suolo e di cura dell’alveo con finalità di sicurezza idraulica, pronti ad intervenire per riparare il Percorso al ricevimento dei primi segnali di interesse e di risoluzione delle questioni di altra natura da parte delle amministrazioni regionale e comunali coinvolte".

     

    "Nello specifico infine – conclude – la presenza dei due tubi, così come segnalati, non pare essere riconducibile ad opere o sistemazioni del Consorzio e pertanto saranno da ripristinare a cura del proprietario della tubazione o rimossi come rifiuti da parte del Comune e di Alia, a cui su richiesta potremmo dare volentieri il nostro aiuto operativo".

    di REDAZIONE

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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