L’arcivescovo Betori: “Mi avete accolto nella vostra comunità. Come chiede il Papa”

Il saluto dell'Arcivescovo dopo l'intensissima settimana di visita pastorale. Le domande dei ragazzi al cardinale

SAN CASCIANO –  La visita pastorale dell'arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, si è conclusa con una Messa Solenne nella Propositura di San Cassiano domenica 4 febbraio.

 

Dopo l’incontro con i bambini e i genitori del catechismo di San Casciano e Argiano, nella Sala della Comunità Giovanni Paolo II del circolo Acli, alle 11 si è celebrata la Santa Messa alla presenza dei fedeli delle parrocchie di San Casciano, Santa Maria in Argiano e Santa Cecilia a Decimo, con i tre cori uniti che hanno seguito la celebrazione con canti e preghiere.

 

 

Presenti oltre ai parroci, i frati Cappuccini, i Diaconi e tanti chierichetti. In mezzo ai fedeli oltre alle Suore di Maria Santissima Consolatrice, un evento speciale: molto amate dalla comunità, c’erano anche le Suore Clarisse, con la Badessa Suor Fernanda Dima e altre due sorelle.

 

Al termine della cerimonia il proposto, don Massimiliano Gori, ha ringraziato chi ha contribuito a preparare i vari momenti della visita pastorale e tutti coloro che hanno partecipato ai vari momenti durante la settima.

 

Ma un grande grazie è andato al cardinale Giuseppe  Betori, al quale è stato fatto omaggio della riproduzione del dipinto "Annunciazione di Fra’ Paolino da Pistoia".

 

 

"Così si ricorderà di noi – ha detto don Massimiliano rivolgendosi al cardinale – perché da qui si vede il Cupolone di Firenze. Vedendo l’Annunciazione ogni giorno si ricorderà di noi. Inoltre le doniamo tre libri scritti da noi, che parlano delle nostre comunità, la presentazione della Propositura, Santa Maria in Argiano e la vita di don Gino Gamannossi, prete di Decimo".

 

Prima di invocare la benedizione anche il cardinale ha preso la parola: "Vorrei dire anch’io grazie a don Massimiliano, don Jomi, al proposto emerito don Renzo, a Padre Luigi dei Cappuccini. Grazie a tutti voi per come mi avete accolto e avete permesso di calarmi nella vita delle comunità. Così come il Papa vuole".

 

Alla fine, pranzo a buffet per 350 persone nella Cupola del circolo Acli, con vere e propriedelizie preparate da mani esperte di massaie, oltre a una squisita torta preparata da Paola , guarnita d’immagini delle quattro chiese.

 

Tra gli incontri del fine settimana, il pomeriggio di sabato 3 febbraio il cardinale l’ha passato a Santa Cecilia a Decimo con i giovani del catechismo, i loro genitori e i catechisti. Ad attenderlo, oltre a don Massimiliano e don Jomi, il Gruppo Scout San Casciano.

 

DOMANDE E RISPOSTE CON I RAGAZZI – A Santa Cecilia a Decimo

 

IL BOTTA E RISPOSTA CON I RAGAZZI A SANTA CECILIA A DECIMO

 

Prima della Santa Messa, in una sala gremita, i giovani studenti delle elementari e medie hanno posto alcune domande al cardinale. Eccole… ovviamente con le risposte.

 

Lei può diventare Papa?

 

"Penso che il Signore me lo risparmi!".

 

E’ faticoso fare il cardinale a Firenze?

 

"Sono tanti gli impegni, a partire dalla diocesi fiorentina ma anche impegni in Vaticano. Tra questi mi ha visto nell’elezione dei Papi, in più faccio parte del settore delle “Cause dei Santi” dove insieme con altri vescovi esaminiamo le domande per fare santo qualcuno. Proprio la prossima settimana sarò a Roma per esaminare quattro cause, di cui tre sono personaggi molto importanti. Che però non vi posso svelare, i nomi li farà il Papa".

 

 

Ricorda il giorno della sua prima Comunione?

 

"Certo, ai miei tempi prima si passava a Cresima e poi a Comunione, avevo appena sei anni. E’ stato un momento bellissimo, come lo sarà il vostro quando Gesù diventa parte della vostra vita".

 

Quanti anni sono che fa il vescovo e come si è sentito quando lo è diventato?

 

"Il 6 maggio saranno diciassette anni. La decisione di fare il vescovo non viene dalla mia volontà, ma è il Papa che lo chiede. A me l'ha chiesto Papa Giovanni Paolo II".

 

Per quale motivo è diventato sacerdote e dove ha celebrato la sua prima Messa?

 

"Sono stato ordinato sacerdote il 26 settembre 1970, avevo 23 anni. Quando ero in quarta elementare ho detto ai miei genitori che volevo andare in Seminario. La mia vocazione è nata da un’assidua partecipazione alla vita della parrocchia, soprattutto come chierichetto, dopodiché ho fatto un cammino di approfondimento. Nove anni fa, quando sono arrivato a Firenze, c’erano quattrocento preti, adesso siamo a trecento, e fra quattro anni quando andrò in pensione saranno duecentoquaranta. Quindi aspetto che anche qualcuno di voi coltivi il desiderio di farsi sacerdote nel tempo. Ne ho bisogno, se non io il mio successore!".

 

 

Come hanno reagito i suoi genitori quando ha comunicato loro che voleva avere una vita dedicata alla preghiera?

 

"Non ho avuto problemi perché ho avuto due genitori molto vicini alla fede. eravamo quattro fratelli, mia madre è stata molto contenta, mentre mio padre voleva che facessi l’ingegnere, ma si è convinto… anche lui".

 

Come si svolge la sua giornata?

 

"La prima cosa è pregare, la seconda cosa ascoltare le persone e soprattutto i miei preti. Partecipo a varie riunioni, tra queste con il consiglio episcopale, riunioni di carattere amministrativo, economiche,  riunioni con il consiglio presbiteriale, il collegio dei consultori. Altro impegno è visitare le comunità, le celebrazioni nella cattedrale, momenti di studio, di lettura, la preparazione delle omelie, il rapporto con i vescovi della Toscana e di tutta Italia, oltre alla presenza nella vita pubblica civile"

 

Noi ragazzi abbiamo mille impegni, scuola, sport e tante altre cose. Il sabato e la domenica se non abbiamo partite ci piace riposare, perché per noi è così importante partecipare alla Santa  Messa?

 

"Tu vuoi bene ai tuoi amici? Per mantenere un’amicizia basta dire siamo amici ci salutiamo e non ci vediamo più, oppure se siamo amici abbiamo bisogno di incontrarci, parlare? Lo stesso vale con Gesù, lo devi ascoltare, ci devi parlare. La Messa è un’esigenza di amicizia non un dovere di una cosa da fare. Io vado a Messa per essere cristiano, dove trovo la luce, l’orientamento, la forza per vivere da cristiano".

 

Sappiamo che il mistero della Santissima Trinità è un mistero troppo grande perché la mente umana possa comprenderlo. Le chiediamo di lasciarci un’immagine, una frase che aiuti noi ragazzi a riconoscerlo presente nella vita di tutti i giorni e a sentirlo nel cuore.

 

"Dio è amore. Perché ci sia amore bisogna essere in due, per amare uno ci deve essere un altro non puoi amare una cosa che non esiste, devi amare qualcosa che è di fronte a te. L’amore di Dio non è come l’amore nostro, è qualcosa di talmente sostanziale, serio, profondo, da diventare lo Spirito Santo. Cioè la Trinità è il mistero dell’amore che è Dio, la presenza di tre persone la persona del Padre che ama il Figlio nello Spirito".

 

In che modo possiamo prepararci al sacramento della Cresima?

 

"Avere un atteggiamento giusto, che è difficile, ovvero sentirsi poveri. Imparare a scoprire di avere bisogno di tanto e allora ci sarà spazio per lo Spirito Santo".

 

Tutte le cose brutte che accadono hanno messo in crisi la sua fede?

 

"Dio non ha detto che cancella il male, ma ha detto che c’è un amore più grande del male. La fede è sapere che l’amore di Dio è più forte del male".

 

INCONTRO – Con il Gruppo Scout San Casciano

 

Cosa ne pensa degli Scout?

 

"Quando ero nella Conferenza Episcopale Italiana, sono stato uno che ha aiutato molto la nascita della vostra esperienza, perché quando si trattava di dare il riconoscimento Ecclesiale agli Scout d’Europa, ho lavorato molto. Vedo molto bene questo legame che gli Scout fanno con l’esperienza di chiesa, esperienza educativa e sociale. Però devono essere sempre aiutati dai preti".

 

Subito dopo questo bellissimo scambio di domande e risposte si è celebrata la Santa Messa, poi i Vespri al Convento della chiesa di Sant’Andrea ai Cappuccini guidati dal guardiano Padre Luigi, la comunità Francescana, il coro, i fedeli di San Pietro di Sopra. Alla fine un delizioso rinfresco, consumatosi nel refettorio dei Cappuccini nello spirito Francescano, ha chiuso questa lunga (ed emozionante)  settimana di visita pastorale.

 

di Antonio Taddei

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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