San Casciano, come nascono i Sepolcri: la tradizione tramandata da Paolo Bacci continua

Nella chiesa del Suffragio e in quella della Misericordia, ecco come si arriva dalla semina nelle cripte all'allestimento finale

SAN CASCIANO – La tradizione dei Sepolcri, a San Casciano, viene ancora portata avanti con dedizione.

Ne sono protagonisti i volenterosi Fratelli della Compagnia del Suffragio per quanto riguarda la chiesa di Santa Maria del Gesù, in via Roma.

E i Fratelli della Misericordia sancascianese per la chiesa di Santa Maria al Prato, in piazzetta Simone Martini.

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Un’antica tradizione questa, che dal dopoguerra Paolo Bacci ha portato avanti fino ai nostri giorni.

Oggi Paolo osserva con soddisfazione ciò che è riuscito a tramandare alle due Compagnie, ancora attive e presenti a ogni funzione religiosa.

Non c’è nessuna “concorrenza” tra di loro. Ognuno nelle proprie cripte semina un mese prima della Pasqua le vecce e il grano; richiudendo le botole per poi riaprirle il Giovedì Santo per allestire i Sepolcri.

Naturalmente in queste rappresentazioni domina il bianco delle vecce, che in assenza di luce germogliano in tanti piccoli fili bianchi, in segno del pallore della morte. E il grano, questo giallo rigoglioso che è il segno della vita.

Basterebbero solo questi due elementi per rappresentare la passione e la morte di Gesù, ma da alcuni anni altri vasi di fiori di tanti colori sono stati aggiunti, incantando chi visita queste due chiese.

E’ passato un anno da quando in piena pandemia, fuori dalla chiesa del Suffragio, fu allestito il Sepolcro con la sola forma di una Croce, esposto sul sagrato.

Quest’anno adottando, le precauzioni necessarie, i Sepolcri sono tornati nelle nostre chiese.

Oltre ai due citati (nelle altre però senza la magia delle vecce) anche in Propositura in piazza Cavour; al convento delle Clarisse in viale San Francesco; al convento dei Cappuccini in via Grandi; alla Pieve di Santa Cecilia a Decimo; e alla chiesa di Santa Maria in Argiano. 

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