giovedì 21 Gennaio 2021
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    San Casciano e imprenditoria in “rosa”: La Ranocchiaia, qui il frantoio è tutto al femminile

    Nell'azienda lavorano sette donne, con un'età media di 31 anni. Tra cassa integrazione e smart working, così conciliano impiego e famiglia

    SAN CASCIANO – L’oro giallo (o verde) della Toscana per una volta ha riflessi… rosa.

    E’ una storia di imprenditoria essenzialmente tutta al femminile, quella che vede protagonista l’azienda agricola “La Ranocchiaia” a San Casciano, e il suo frantoio Grandis.

    A mandare avanti l’attività – soprattutto in queste settimane di raccolta delle olive e frangitura – è infatti un team di sette donne, con un’età media di poco superiore ai 31 anni.

    Al vertice c’è Judyta Tyszkiewicz, polacca di nascita ma toscana d’adozione, che ha lasciato il lavoro di assistente dentista e nel 2012 ha fondato La Ranocchiaia insieme al marito Gian Luca Grandis, che però temporaneamente gira il mondo come consulente in qualità di oleologo.

    Pluripremiata a livello internazionale, La Ranocchiaia si estende per circa 30 ettari nelle colline del Chianti Classico, all’interno del comune di San Casciano.

    La produzione è certificata biologica (ICEA). Le 5.000 piante di olivo situate nel territorio della DOP Chianti Classico sono tra le più diffuse cultivar toscane (Moraiolo, Leccino, Pendolino, Frantoio e Correggiolo).

    Inoltre vengono prodotte Leccio del Corno e Rossellino, due varietà autoctone della provincia fiorentina.

    Insieme a Judyta, il resto della squadra è formato da donne: Natalia (ristoratrice e mamma di un bimbo di 5 anni), Sofia (studentessa di Agraria), Emilia (due figli di 8 e 16 anni), Donatella (un figlio di 19 anni), Silvia (sorella di Gian Luca) e Nicole, l’aspirante attrice che ha ereditato dai nonni in Puglia la passione per l’olio extravergine d’oliva.

    Storie tra loro tutte diverse, ma in un momento così difficile per l’emergenza sanitaria ognuna di esse ha trovato nell’azienda agricola toscana una seconda opportunità.

    A causa del Covid alcune di loro sono state messe in cassa integrazione dalle aziende per cui lavoravano, altre invece arrivano al frantoio Grandis appena finito il turno di smart working a casa.

    Tra le “magnifiche sette” della Ranocchiaia c’è chi si occupa di amministrazione e ricevimento olive in frantoio, chi fa la “frantoiana” – addetta alla frangitura delle olive – e chi invece gestisce la pulizia del frantoio, essenziale in una struttura del genere.

    “Sono orgogliosa della mia squadra – spiega Judyta – perché insieme, grazie a un po’ di flessibilità e cercando di venire incontro alle necessità di ognuna, riusciamo a produrre un olio Evo di alta qualità”.

    “Non è sempre facile – ammette in conclusione – sia per me che per le mie collaboratrici, conciliare vita privata e lavoro, ma abbiamo una passione comune che ci tiene unite”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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