San Pancrazio non dimentica i suoi 38 morti della Grande Guerra

Una serata della memoria grazie a un'iniziativa del parroco (e gli studi continuano)

SAN PANCRAZIO (SAN CASCIANO) –  San Pancrazio non dimentica i suoi morti della Prima Guerra Mondiale. L’appello lanciato dal pievano don Stefano ai parrocchiani con l’intento di organizzare una serata in ricordo dei soldati partiti da San Pancrazio, Santa Cristina, San Vito e Pergolato, era quello di “frugare” nei cassetti cercando nomi, storie e foto di familiari, parenti. 

 

Un'iniziativa che ha avuto i suoi frutti, tanto che al momento di decidere una data per riunirsi tutti insieme, è stato necessario allestire la sala grande della Pieve per accogliere tutte le persone arrivate anche dalle frazioni limitrofe.

 

Una serata che ha avuto come tema “Il Parco della Rimembranza. Leggere la Grande Guerra per fare memoria dei propri cari” realizzata grazie a David Burigana. professore associato di Storia delle Relazioni Internazionali dell’Università degli Studi di Padova, e al maestro Massimo Torricelli.

 

L'evento ha ottenuto il Patrocinio dell’Università di Padova, Comitato d’Ateneo per il centenario della Grande Guerra, del Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali, e del comune di San Casciano grazie anche alla donazione di un raro volume “Illustrazione Italiana 1915-19” da parte del sancascianese Lorenzo Giachi, che lo ha donato alla Biblioteca “Ettore Alfieri” di Scienze Politiche a Padova.

 

"Tra le centinaia di migliaia di vittime – ha detto don Stefano introducendo la serata – c’erano anche familiari di alcuni di noi, da qui nasce l'idea di organizzare una serata per preservare la Memoria". 

 

Interessanti le spiegazioni e il confronto tra David Burigana e Massimo Torricelli, ognuno di loro con le sue visioni e interpretazioni storiche dell'evento bellico. Durante la serata sono stati proiettati dei documenti e sono state fatte letture legate alla Grande Guerra.

 

Presente anche il sindaco di San Casciano Massimiliano Pescini che ha ringraziato i presenti ricordando che ogni guerra è una devastazione, tanto più quando le popolazioni sono coinvolte.

 

"Ma c’è sempre un piccolo rovescio della medaglia – ha detto il primo cittadino – e questo avvenne negli ultimi mesi della guerra anche qui, ad esempio nel Chianti fiorentino, dove le donne cominciavano forme di protesta notevoli. Una in particolare fu una manifestazione che partì da Lamole fino ad arrivare a Greve in Chianti, ma anche a San Casciano e a Montespertoli. Le donne reclamavano il ritorno dei loro cari perché i campi non andavano più avanti, la miseria era fortissima, con una presa di coscienza collettiva di cosa fosse la guerra. La presenza di tante persone significa che la voglia di consapevolezza è qualcosa che rende civili ancora oggi i nostri luoghi".

 

Durante la serata è emerso anche che davanti alla Pieve di San Pancrazio fu istituito il Parco della Rimembranza, dove furono piantati negli anni ’20 degli alberi, dei lecci, in ricordo di ogni caduto del posto.

 

Da qui l’idea da parte del professore David Burigana di fare una ricerca su questo parco coinvolgendo don Stefano: dall’archivio della Pieve consultando il libro dello stato delle anime e il libro dei morti, è emersa la lista dei deceduti in combattimento e per malattia di San Pancrazio, San Vito, Santa Cristina e Pergolato

 

Ecco tutti i nomi: San Pancrazio – Bianchi Emilio di Giovacchino (6 settembre 1899-22 aprile 1918, Crocchini Giovacchino di Angiolo (19 luglio 1891 4 giugno 1916), Falai Cesare di Pietro (29 agosto 1882-16 maggio 1916), Fusi Guido di Angiolo (24 aprile 1891-21 febbraio 1917), Guarducci Giocondo di Angiolo (27 febbraio 1878-24 maggio 1918), Lastrucci Gino di serafino (17 agosto 1898-11 agosto 1917), Mugnaini Emilio di Serafino (10 ottobre 1893-14 dicembre 1917), Rigacci Luigi di Valente (9 luglio 1897-25 maggio 1917), Ricci Paolo di Angiolo (17 maggio 1893 -18 novembre 1915), Severini Gino di Adamo (7 aprile 1895-23 marzo 1917), Turchi Ugo di Antonio (7 marzo 1895-22 aprile 1916).

Dispersi di San Pancrazio: Bartalesi Dante di Ferdinando (13 febbraio 1897-29 agosto 1917), Forzieri Emilio di Serafino (7 agosto 1885-2 dicembre 1915).

Santa Cristina in Salivolpe: Bagnoli Gino di Ferdinando (21 aprile 1893-22 ottobre 1918), Bandinelli Oliviero (nato?- 18.09.1920), Borri Enrico di Pietro (3 febbraio 1890-30 gennaio 1919), Borri Primo (1920), Fusi Giocondo di Emilio (22 febbraio 1896-14 aprile 1917).

San Vito: Bandinelli Fortunato di Lorenzo (22 luglio 1883-7 gennaio 1917), Barbetti  Giulio di Luigi (6 gennaio 1885-23 marzo 1918), Bianchi Angiolo di Emilio (26 gennaio 1885-1 novembre 1916), Bucciardini Paolo (nato? 19.11.1918), Calosi Giuseppe di Antonio (4 novembre 1895-12 agosto 1916), Codai Ottavio (nato? 15.06.1917), Giuntini Emilio di Cassiano (14 gennaio 1884-11 aprile 1917), Giuntini Luigi (nato? 18.11.1918), Mori Stefano di Pietro (26 dicembre 1886-12 marzo 1917), Mugnaini Eugenio di Vittorio (13 agosto 1881-17 agosto 1918), Nutini Gustavo (nato?18.1.1916).

Dispersi a San Vito: Coddi Cesare di Luigi (2 febbraio 1893-15 febbraio 1917), Giuntini Cassiano (nato?- 28.10.1915), Tafani Giuseppe (13 aprile 1896-28 gennaio 1918).

Pergolato: Borri Silvio di Giuseppe (11 giugno 1887-15 novembre 1915), Brogelli Adolfo di Giocondo (1 febbraio 1895-4 novembre 1916), Brogioni Oreste di Egisto (8 settembre 1879-25 febbraio 1918).    

Ma la ricerca non si è conclusa, perché David Burigana assieme a Massimo Torricelli si sono impegnati a proseguire e a dare vita a un progetto per valorizzare la memoria del Parco di San Pancrazio e con la documentazione raccolta c’è il proposito di fare una pubblicazione che si basa sui documenti, sugli oggetti e i ricordi delle persone, per cui la richiesta è estesa anche a chi è disponibile per essere intervistato.

Tale pubblicazione sarà collegata a un laboratorio con i ragazzi. "Fare storia – ha detto in conclusione David Burigana – è un'attività molto legata alle emozioni, questa ricerca è cominciata da due nonni, Vincenzo Mazzuoli e Corrado Fusi, e venendo a San Pancrazio mi sono legato a loro. Ognuno di noi ha una sua storia, una sua umanità. Oltre a loro un grazie va a tutta la comunità di San Pancrazio".

Mentre Massimo Torricelli ha concluso dicendo: "Forse i morti avrebbero preferito non essere considerati eroi e non fare la guerra".

Sono stati dei ragazzi a leggere i 38 nomi dei morti in guerra mentre le persone si sono alzate in piedi in silenzio. A fine lettura una preghiera per tutti loro e la conclusione da parte del pievano don Stefano: "Da questa sera ci impegneremo tutti a valorizzare questo luogo di Memoria affinché non sia abbandonato oppure utilizzato solo per parcheggiare le auto, serve dargli la dignità che gli spetta".

Chi possiede documenti, foto, oggetti dell’epoca del periodo della Prima Guerra, storie da raccontare, può contattare don Stefano allo 055 824 81 19 – 339 374 78 01. 

di Antonio Taddei

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