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giovedì 13 Giugno 2024
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    La comunità è il tesoro più grande nella mappa culturale di San Casciano

    I sancascianesi scelgono i loro luoghi del cuore da trasmettere alle generazioni future

    SAN CASCIANO – “E il naufragar m'è dolce in questo mar…” che per i sancascianesi corrisponde alla Pesa e a tanti altri luoghi del cuore nel viaggio che i cittadini, coinvolti in un progetto collettivo, hanno percorso alla scoperta di sé stessi, delle loro emozioni, dei loro ricordi, delle loro speranze per la costruzione delle "mappe di comunità".

    Ci sono le anse del torrente Pesa, il Cassero, l’asilo Nido Il Talente, lo Stianti al tramonto, i parchi della Botte e del Poggione, la Pieve di Decimo, ma anche il Museo Ghelli, piazza Pierozzi, la Tomba dell’Arciere, Villa Machiavelli, la biblioteca comunale, la Pro Loco, il Teatro Niccolini, il Torrione, la Torre dell'Acqua, via IV Novembre, Casavecchia, il Piazzone, via Roma, Montefiridolfi e tanti altri spazi nella mappa di comunità che i cittadini hanno costruito per comporre e riscoprire un’identità nella quale riflettersi, caratterizzata da ambienti fisici, emozioni, ricordi e testimonianze da trasmettere alle nuove generazioni.

     

    Sono questi alcuni dei contenuti emersi da un attento percorso di ricerca antropologica finalizzata alla raccolta di testimonianze legate al vissuto e alla percezione dei sancascianesi del proprio patrimonio culturale.

     

    Attraverso un fitto giro di interviste e laboratori negli spazi pubblici di San Casciano gli antropologi Costanza Lanzara e Marco D'Aureli hanno affiancato i cittadini nella costruzione della mappa, inteso come patrimonio di luoghi e valori nei quali i sancascianesi si identificano e che intendono affidare alle future generazioni.

    Alice Chiostrini, Rebecca Serchi, Carlo Giuntini, Renzo Masi, Claudio Gheri, Fabrizio Fornera, Sara Gremoli, Julie Ann Anzilotti e tanti altri sono alcune delle persone che gli antropologi hanno intervistato nel corso del loro cammino, realizzato in un semestre, che ha attraversato spazio e tempo, incontrato e incrociato generazioni diverse, a spasso nella memoria, nella storia, nella cultura e nelle tradizioni di San Casciano.

    “E’ stato costituito un archivio documentale, caratterizzato da immagini, videointerviste, testimonianze, che può essere potenziato e implementato nel tempo – dichiara il responsabile dell’Ufficio Cultura Leonardo Baldini – il lavoro costituisce la base per l’attivazione di processi di elaborazione e di costruzione di mappe di comunità del territorio di San Casciano”. Finanziato dalla Regione Toscana, il progetto “Rappresentazioni creative del patrimonio.

     

    Le Mappe di Comunità” è stato realizzato nell’ambito di una collaborazione tra l’Università degli Studi di Firenze (Dipartimento SAGAS), il Sistema museale Chianti-Valdarno Fiorentino e il Comune di San Casciano.

     

    E’ stato coordinato, in qualità di responsabile scientifico dalla docente universitaria Emanuela Rossi, cattedra di Antropologia culturale dell’Università di Firenze. Le ricerche e le elaborazioni della mappa sono state curate dagli antropologi Costanza Lanzara e Marco D’Aureli.

    “Grazie al supporto di esperti, docenti e ricercatori universitari – precisa Leonardo Baldini – il Comune e il Sistema museale Chianti Valdarno hanno attuato un’importante operazione culturale che ha messo al centro il punto di vista della comunità sulla conoscenza e la diffusione del patrimonio che connota i territori del Chianti e del Valdarno. Arte, storia, paesaggio e memoria si sono fuse nella rete di voci, testimonianze, pensieri portatori di idee e competenze con l'intento di identificare e rafforzare il legame tra comunità e territorio”.

     

    Gli esiti del progetto sono stati presentati in occasione di un'iniziativa pubblica, promossa e organizzata dal Comune nella sala della Cupola presso il Circolo Acli di San Casciano alla presenza degli antropologi e dell'amministrazione comunale.

     

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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