SAN CASCIANO – 50mila euro all'ex direttore generale di ChiantiBanca Andrea Bianchi; 22mila euro ciascuno a undici ex consiglieri d'amministrazione (fra cui gli ex vicepresidenti Claudio Corsi e Stefano Mecocci, l'unico fra tutti con ancora una carica – è presidente della Fondazione ChiantiBanca – legata all'istituto di credito) e tre ex sindaci revisori.
E' l'ammontare delle sanzioni (358mila euro in totale) comminate da Banca d'Italia in seguito all'ormai "famosa" ispezione che a cavallo fra il 2016 e il 2017 ha portato ChiantiBanca a portare in approvazione (nel 2017) un bilancio in passivo di oltre 90 milioni di euro.
E alle dimissioni dell'ex dg e degli amministratori che erano in carica anche prima dell'ultimo rinnovo, ovvero pre aprile 2016 (nel triennio 2013-2016). I destinatari delle sanzioni potranno, ovviamente, presentare appello.
Un terremoto, quello che ha interessato ChiantiBanca, che si è stabilizzato solo a fine 2017, dopo l'assemblea dei soci di maggio che ha visto rispedire al mittente l'allora presidente uscente Lorenzo Bini Smaghi e quella di dicembre che ha visto scegliere la holding romana invece di quella trentina.
Terremoto sul quale, lo ricordiamo, è ancora in corso un'indagine da parte della Procura della Repubblica di Firenze con ipotesi di reato di falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza.
"In 20 pagine dense – scrive questa mattina l'edizione fiorentina de La Repubblica – gli ispettori di Bankitalia affiancano, in tre colonne per pagina, irregolarità contestate, analisi delle controdeduzioni, motivazione e proposta di sanzioni ai vecchi amministratori per carenza nella gestione e controllo dei rischi di credito operativi e finanziari, inesatta informativa all’autorità di vigilanza, carenze nei controlli".
"Un passaggio del provvedimento – scrive ancora La Repubblica Firenze – spiega la differenza di trattamento nelle sanzioni, riconducibile alla sostanziale incapacità degli ex consiglieri di indirizzare e sorvegliare la conduzione della banca, rimessa al direttore generale, in assenza di adeguati controlli".
di Matteo Pucci
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