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martedì 16 Luglio 2024
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    Il macellaio panzanese ha raccontato la sua storia di impresa e di vita a cena a Villa Borromeo

     

     

     

     

     

    Una serata emozionante e coinvolgente quella di lunedì 13 maggio a Villa Borromeo, a San Casciano: nel consueto appuntamento conviviale bisettimanale infatti, soci e signore, hanno potuto ascoltare un relatore davvero d'eccezione.

     

    Stiamo parlando di Dario Cecchini, il macellaio panzanese appena rientrato da New York dove, nel ristorante del Four Seasons Hotel, ha fondato la "Repubblica Gastronomica di Panzano" (clicca qui per vedere la fotogallery). Ha raccontato la sua vita Dario, il suo modo di vedere il lavoro, il saper fare, il rapporto con il mondo. Con il passato e con il futuro: passando per un presente pieno di idee, impegni, nuovi orizzonti.

     

    Prima però, dopo gli inni di rito, il cerimoniale guidato dal presidente del club, Patrizio Giaconi, che ha accolto altri due nuovi soci: il grassinese Tullio Zepponi e il fiorentino Luca Sasdelli. Dopo la lettura del giuramento, in cui si sono impegnati a difendere e promuovere gli insegnamenti rotariani, Zepponi e Sasdelli hanno ricevuto la spilla e il gagliardetto del club.

     

    Con i due nuovi soci il Rotary Club San Casciano – Chianti ha raggiunto la considerevole cifra di 69 componenti: un risultato eccezionale per un club tutto nuovo, che ha accolto persone provenienti da tutto il nostro territorio. Da San Casciano, Impruneta, Tavarnelle, Greve in Chianti, Bagno a Ripoli.

     

    Un lavoro davvero importante quello condotto da Giaconi e dal prefetto del club, Luigi Grifoni, che in poco più di un anno sono riusciti a condurre in porto un'operazione perfetta: fondare il club, animarlo, richiamare nuovi soci, effettuare già alcuni "service".

     

    Uno per l'associazione nazionale fibrosi cistica, uno assieme al Rotary Club di Orbetello per l'acquisto di attrezzature utili per far scendere in mare le persone disabili. E poi uno a San Casciano, con lo stanziamento di 5.000 euro inseriti nelle celebrazioni dei 500 anni de "Il Principe" di Niccolò Machiavelli: 2.500 per una borsa di studio, 2.500 per una manifestazione didattica nelle scuole sancascianesi.

     

    Poi, come detto, il coinvolgente intervento di Dario Cecchini: "Sono l'ottava generazione familiare di macellai – ha iniziato – La prima persona che (mi hanno detto) ho visto subito dopo nato, in casa a Panzano il 10 settembre del 1955, è stato mio padre con la giacca bianca da macellaio".

     

    "Giacca bianca – ha proseguito – che mi cucirono a 13 anni, per il dispiacere di mia mamma che aveva in mente altre cose per me. E nella vita ho provato anche a fare altro, anche un po' di università: ma a 18 anni mi sono ritrovato in bottega, con mia mamma che non c'era più e il babbo all'ospedale".

     

    "Sono contento – ha detto – di essere rimasto a Panzano. Quando mi dicono che ho fatto strada io rispondo sempre: è vero, 15 metri, dalla casa di là dalla strada alla macelleria. Il macellaio l'ho fatto a modo mio, sbagliando e imparando dagli errori: quando entrai in bottega ero un pulcino bagnato, ma mi sono rimboccato le maniche e ho iniziato".

     

    "Tutti noi – ha rilanciato Cecchini – si sviluppa l'estro, e qui in queste splendide colline chiantigiane abbiamo sempre di fronte un esempio che ci dà stimolo ed energia. L'intelligenza qui deve svegliarsi, come quella dei nostri vecchi; tutto è fatto per lasciare un messaggio a chi viene dopo, per dire guardate come è bella la vita, con le intemperie, le difficoltà, la gioia".

     

    Da quel pulcino bagnato Dario è diventato un imprenditore eccezionale, affiancando il ristorante alla macelleria, dando lavoro a tante persone, portando il nome di Panzano, del Chianti, della Toscana nel mondo.

     

    Lui minimizza:  "Ogni tanto girello per portare con me l'orgoglio del Chianti, della Toscana e dell'Italia. Bisogna sempre affidarsi al nostro cuore e a quello dei nostri vecchi: con l'orgoglio di voler essere bravi. La Toscana del resto è l'unica regione dove essere superbi… è una virtù".

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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