Anziana truffata in casa con la scusa dei lavori sull’acquedotto a Mercatale

Stesso modus operandi di febbraio a Sant'Andrea in Percussina: al telefono una complice finge di essere la figlia

QUATTROSTRADE (SAN CASCIANO) – Il solito uomo distinto, ben vestito e dai modi gentili, è riuscito a raggirare un'altra donna, anziana. Portandole via oro e soldi dopo essersi spacciato per un tecnico di Publiacqua, con tanto di cartellino d'identificazione (con foto) attaccato alla giacca.

 

L’ignobile truffa ricalca quella avvenuta alcune settimane fa a Sant'Andrea in Percussina, ed è stata messa a segno intorno alle 10 di giovedì 29 marzo alle Quattrostrade, nel borgo di case lungo il crocevia per Mercatale, Campoli, Panzano e Greve.

 

 

E si badi bene, anche in questo caso non siamo isolati né ion in mezzo alla campagna, ma fra un gruppo di case, dove si conoscono tutti.

 

SUONANO ALLA PORTA…

 

Abbiamo incontrato la signora, che chiameremo Giulia: "Stavo seguendo alla televisione il Santo Padre quando suona il campanello. Mi affaccio alla porta chiedendo chi fosse, al cancello un uomo mi dice di essere un addetto di Publiacqua".

 

"Socchiudo la porta – ricorda – e, senza aprire il cancello, mi avvicino al signore che aveva attaccato alla giacca un cartellino e dei fogli in mano. La prima cosa che mi chiede è se avevo bevuto l’acqua dal rubinetto".

 

Il truffatore è di quelli davvero scafati, e collega la sua visita a un dato di fatto: "Sa signora – le dice – con i lavori in corso a Mercatale del ripristino della tubazione dell’acquedotto è successo un disastro, devo controllare se l’acqua che esce dalla cannella non sia di colore blu!".

 

IL TRUFFATORE RIESCE A PENETRARE IN CASA

 

La signora si preoccupa, e apre le sue porte di casa: "A quel punto apro – racconta ancora – ed entriamo in casa. Lì mi è venuto qualche dubbio e gli ho detto che dovevo chiamare mia figlia".

 

Ma anche qui il truffatore mette in pista la classica operazione: "Mi dia il numero – dice alla donna – la chiamo io".

 

E anche in questo caso è l'educazione a "fregare" la donna: "Per non passare da scortese, vista la sua gentilezza, gli ho dato il numero di mia figlia. Nel frattempo mi ha chiesto di aprire tutti i rubinetti".

 

LA COMPLICE AL TELEFONO

 

Ma la telefonata a sua figlia? "L’ha fatta mentre, insieme, andavamo ad aprire le cannelle, sentivo dal suo telefono una voce di donna che diceva: “Mamma fai quello che ti dice il signore, mi hanno telefonato anche da Firenze per quanto sta accadendo”. Ho creduto che sia stata mia figlia a telefono, perciò ho continuato".

 

LAVORI PUBLIACQUA A MERCATALE – Utilizzati dai truffatori come "gancio" per la truffa

 

"A un certo punto – continua il racconto – il falso tecnico mi ha detto che dovevo mettere oro e soldi in un sacchetto per proteggere da eventuali contaminazioni dell’acqua, se questa uscendo dal rubinetto era di colore blu. Gli ho detto che non mi ricordavo dove avevo nascosto l’oro, ma sempre dal telefonino nuovamente la voce di donna diceva: “Cerca mamma, cerca, fai quello che ti dice”. Io ero in totale confusione, non sapevo più quello che facevo e una volta trovato l’oro, mi ha detto di metterlo sul letto in camera per poi coprirlo con il cuscino".

 

Vigliacchi e senza scrupoli, i truffatori proseguono senza pietà: "Mi sono tolta anche la collanina in oro che avevo al collo, era quella di mio marito venuto a mancare, mentre i soldi mi ha detto di metterli sulla tavola in cucina e coprirli con un panno. A quel punto mi ha detto di andare a chiudere le cannelle rimaste aperte, quando ho sentito la sua voce che diceva: "Arrivederci signora io ho già fatto". Ed è andato via".

 

IL TRUFFATORE SCAPPA, LA DONNA SI ACCORGE DI TUTTO

 

E lei cosa ha fatto?

 

"Sono corsa sia in camera che in cucina, ma l’oro e i soldi non c’erano più. Mi sono resa conto di essere stata derubata, così sono corsa a telefonare ai carabinieri, ma non riuscivo a trovare il telefono, solo in un secondo momento mi sono  accorta che era stato nascosto sotto a dei cuscini, così sono corsa a quello che ho in camera, ma non funzionava, aveva sradicato la presa. Nella totale confusione ho trovato il cellulare e ho fatto il 112".

 

Nessuno dei vicini ha notato con cosa sia scappato l’uomo?

 

"Probabilmente con una macchina bianca, ma non è certo"

 

L’uomo aveva un accento toscano?

 

"Parlava bene l’italiano, era giovane, gentilissimo ben vestito, di carnagione un po’ scura".

 

Quando sono arrivati i carabinieri?

 

"Sono venuti quelli di San Casciano, sono stati gentilissimi, io piangevo e uno di questi mi ha abbracciato cercando di consolarmi: “Non si disperi e non pianga, sa anch’io ho una mamma che si chiama come lei” mi ha detto uno di loro. La notte sono stata sempre con la luce accesa, non sono riuscita a chiudere gli occhi, ancora non riesco a capire come sia potuta cadere in un raggiro simile".

 

LE INDAGINI E L'APPELLO DI PUBLIACQUA

 

Le indagini da parte dei carabinieri sono in corso: quanto successo alla signora è simile, come accennato,  a quello avvenuto nel mese di febbraio a Spedaletto; anche l’uomo sembra lo stesso, stavolta, però, aiutato al telefono da una complice.

 

L’appello è nuovamente quello di non aprire a nessuno: non basta avere un cartellino per fidarsi della persona che si presenta a casa con una qualsiasi scusa e nell’incertezza chiamare subito i carabinieri.

 

Publiacqua peraltro ricorda una volta di più che "i nostri tecnici non intervengono mai nelle abitazioni private e su impianti privati e interni alle abitazioni. Si limitano al punto di consegna. Consigliamo anche di non aprire mai e di segnalare subito ad azienda e autorità competenti".

 

Non c’è cosa più vile di approfittarsi di una signora anziana, indifesa: e la carezza data da quel carabiniere fa riflettere. Tutte queste persone anziane truffate possono essere la nostra di mamma.

di Antonio Taddei

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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