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sabato 13 Luglio 2024
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    Vi raccontiamo la storia di Ciprian: fatta di curiosità, forza di volontà e voglia di esprimersi

    24 anni compiuti e una patologia che non lo ha mai fermato: svolge le sue attività in biblioteca comunale, va in piscina, scrive poesie...

    SAN CASCIANO – 24 anni compiuti e una patologia che non lo ha mai fermato. Oggi, grazie al progetto VAI (Vita Adulta Indipendente) della Regione Toscana, Ciprian svolge attività presso la biblioteca comunale di San Casciano; in particolare nel catalogare i libri.

    Ciprian è arrivato a San Casciano all’età di 6 anni, dopo aver passato la sua prima infanzia in Romania, Paese in cui è nato.

    Affetto da “Tetraparesi Spastica Distonica”, ha frequentato le scuole italiane fino all’anno del Covid (2020). Quando, mentre tutti gli altri studenti erano obbligati a seguire le lezioni in didattica a distanza, Ciprian ha passato la pandemia a scuola.

    Con il suo professore di sostegno, col quale, come ci racconta lui stesso, tuttora svolge incontri sul bullismo nelle scuole toscane.

    In questi incontri il professore racconta del fenomeno del bullismo, la sua incidenza nei giovani e nelle scuole. E di Ciprian, della sua malattia; e dell’utilizzo di un dispositivo unico.

    Durante i suoi anni scolastici, infatti, a Ciprian è stato affidato un computer veramente speciale.

    Il dispositivo che utilizza è dotato di un sistema a controllo oculare, che gli permette di comunicare tramite messaggi, scrivere documenti. Di svolgere tutte le funzioni di cui un computer tradizionale è dotato.

    Grazie anche a questo, e alla sua gran voglia di esprimersi, Ciprian scrive poesie, sia per sé che per Edera, testata giornalistica che una volta al mese dedica una pagina o un paragrafo tutto per lui.

    “Le mie poesie parlano un po’ di tutto – ci racconta lo stesso Ciprian – di quello che mi accade, parlano di quello che vedo e che penso”.

    Quella che riportiamo qua sotto è una delle prime che ha scritto.

    Nostalgia di un tempo perduto

    Eccola la mancanza, arriva come un vento, talvolta un dolore profondo dentro di noi.

    Eccola la mancanza, una corda sensibile, qualcuno la tocca e lei fa rumore.

    Vento di tramontana che all’improvviso abbaglia i nostri animi.

    Eccola la mancanza, è venuta a trovarmi parlandomi di un tempo lontano e non vuole lasciarmi.

    Il mondo corre come un fulmine, tutti si muovono veloce sulle strade secche per andare al lavoro in cerca di una vita migliore.

    Questa corsa ci ha fatto dimenticare le nostre emozioni e perdere il ricordo di noi quando eravamo piccoli.

    Ricordi lontani; spiagge piene di famiglie, giochi felici nelle strade e nelle piazze, le vite delle persone come circuiti collegati pieni di speranza e aiuto.

    E d’improvviso gocce di trasformazione, tecnologia rubano tutto quello che era un tempo.

    Ognuno nel suo circuito: anziani sempre più soli che aspettano qualcuno per gustare un’po di gioia e mangiare un piatto caldo insieme; bambini concentrati sui telefoni e genitori sempre in corsa.

    Eccola la mancanza, nostalgia di quei tempi di unione.

    Corda che vibra: ascolta questo rumore che porta i tuoi pensieri indietro, fatti trasportare e ricorda quei gesti belli e gentili, quei sorrisi, quello stare insieme e riportalo nella tua vita.

    Io, te, tutti insieme facciamo brillare ogni giorno di luce forte e vedremo le stelle più chiare.

    “Ciprian ha sempre avuto una passione – ci racconta l’educatrice che lo segue – quella di guidare; ha una vera capacità nel manovrare anche la sua sedia a rotelle, nei posti più scomodi e stretti”.

    “Abbiamo provato a richiederne una elettrica – continua – ma purtroppo non ce la possono dare a causa della sua patologia”.

    Ciprian ci racconta che in settimana, oltre alle attività presso la biblioteca comunale, va anche a nuotare nella piscina di San Casciano.

    “La sensazione più bella di quando sono in acqua – descrive – è il senso di libertà”.

    Con i suoi occhi profondi Ciprian vede la società, la famiglia, le persone. E vorrebbe che il mondo cambiasse, almeno un po’.

    “Il mio motto – conclude – è questo: lavorare di meno e condividere i momenti belli, in famiglia. Con le persone a cui si vuole bene”.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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