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venerdì 3 Febbraio 2023
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    Il sindaco ha riferito davanti ai lavoratori: “La prima volta che succede una cosa del genere”

    SAN CASCIANO – L'ultimo consiglio comunale della legislatura 2009-2014 si è aperto, nel pomeriggio di lunedì 28 aprile, con il caso della manifattura Almar di Cerbaia.

     

    Portato all'attenzione (davanti ad alcune lavoratrici) da una domanda d'attualità presentata da Letizia Giuliani per Pd e Sinistra per San Casciano.

     

    "Dieci lavoratori senza più niente

    a causa del datore di lavoro"

     

    "Il gruppo di maggioranza del Pd e Sinistra per San Casciano – ha detto Giuliani – ha ritenuto opportuno fare questa domanda di attualità sulla vicenda della manifattura Almar, che vede coinvolta un'azienda che negli anni (in particolare per Cerbaia ma non solo) è stata un punto di riferimento".

     

    "Dalle notizie riportate dalla stampa – ha proseguito – sono emersi sviluppi che riteniamo drammatici, ed è giusto che in questa sede istituzionale, che oggi termina il suo lavoro e che è la massima rappresentanza dei cittadini di San Casciano, se ne parli".

     

    "Questa vicenda deve avere la risonanza che purtroppo merita – ha detto ancora Giuliani – La manifattura Almar non è la Ginori, la Seves, la Mabro, che in questi anni hanno vissuto crisi drammatiche e che muovono grossi numeri. Ma anche la vicenda dell'Almar, e in particolare dei dieci lavoratori coinvolti nella riduzione del personale, deve essere affrontata e portata alla luce".

     

    "Chiediamo quindi al sindaco – ha concluso – di informare il consiglio comunale degli ultimi sviluppi. Manifestando ai lavoratori la partecipazione al momento che stanno vivendo. E auspicando che il nuovo consiglio comunale debba occuparsi in modo minore di queste situazioni in futuro".

     

    "Io – ha iniziato la sua risposta il sindaco Massimiliano Pescini – posso dire quali sono le tappe che ci hanno visti attivi nel tentativo di risolvere, in maniera totalmente o parzialmente positiva, la crisi dell'Almar. Numerosi sono stati gli incontri con l'assessore provinciale al lavoro, con i tecnici e i funzionari responsabili della Provincia".

     

    "Ci siamo attivati – ha ricordato – appena informati, perché questa crisi rientrasse nell'alveo di quelle seguite con attenzione dei sindacati, delle istituzioni, delle associazioni di categoria. A un certo punto, dopo numerosi incontri, si era arrivati alla soluzione che era quella di un prosieguo dell'attività, che fino ad allora occupava 29 persone, con la riassunzione di 19 persone con un'altra azienda nello stesso settore. Le dieci persone rimaste fuori sarebbero state accompagnate dagli ammortizzatori sociali".

     

    Poi però il fulmine a ciel sereno: "La vicenda si è improvvisamente aggravata – ha ricordato Pescini – Come amministrazione abbiamo subito preso contatto con il presidente della Provincia di Firenze e con i funzionari responsabili, chiedendo insieme alle organizzazioni sindacali un incontro per valutare le vie d'uscita. Arrivando però a quella che, purtroppo, si è verificata una impossibilità di utilizzo degli ammortizzatori sociali per le dieci persone coinvolte: la legge e le normative non consentono, vista l'attuale situazione, l'ottenimento di cassa integrazione e mobilità".

     

    Colpa del datore di lavoro? Il sindaco l'ha fatto intendere senza entrare nello specifico: "Per un passaggio non comune nella crisi – ha detto – che ha inficiato la possibilità tecnica di mantenere gli ammortizzatori sociali. Questo deriva da un errore dell'azienda, o comunque da una situazione verificatasi all'interno della procedura fallimentare".

     

    "E' la prima volta – ha evidenziato – che una cosa del genere accade a San Casciano. Per la prima volta le procedure seguite in questo modo hanno portato alla non corresponsione degli ammortizzatori sociali dovuti. La solidarietà mia e della giunta va alle persone coinvolte, per una situazione grave che ha visto saltare accordi praticamente ottenuti. Che avrebbero alleviato per un periodo di tempo la lora vita".

     

    "Naturalmente – ha sottolineato – i contatti con il sindacato e con le istituzioni preposte fino alla scadenza del mandato verranno tenuti da questa amministrazione. Continuerò a informarmi con chi ha seguito la vicenda fin dall'inizio. Sottolineo con forte rammarico e chiarezza che, purtroppo, non c'è soluzione tecnica per raggiungere un accordo: è un ostacolo dirimente, che porta a riflessioni sulla situazione che stiamo vivendo e sul dramma ulteriore all'interno di una vicenda già complicatissima".

     

    "Ne va sottolineata tutta la gravità – ha concluso Pescini – e l'impotenza dinanzi all'irraggiungibilità normativa, poiché non sono state seguite le procedure che erano state sancite dagli accordi. Ad oggi non ho notizie ulteriori: l'auspicio è che non si creino divisioni fra i lavoratori, siamo di fronte ad un caso unico e come tale va visto. Tenendo conto che se si aprissero spiragli non mancherà l'impegno da parte dell'amministrazione comunale ad oggi, lo ripeto, una via d'uscita non è praticabile".

     

    "Purtroppo – ha detto Letizia Giuliani in conclusione – per la prima volta si parla di lesione di diritti che questi lavoratori avevano acquisito durante i loro anni di lavoro. L'impossibilità di accedere agli ammortizzatori sociale rappresenta un fatto gravissimo, che era giusto sottolineare anche nella sala del consiglio comunale".

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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