Video pedo-pornografico nei cellulari dei bimbi di 2a media: la valutazione della psicologa

"Manca l'educazione sessuale ai bambini. Una sfida per i genitori": l'opinione di Francesca Simoncini

SAN CASCIANO – La notizia del video pedo-pornografico apparso su alcuni cellulari dei ragazzi di un seconda media della scuola "Ippolito Nievo" di San Casciano, con il consueguente intervento di Procura della Repubblica di Firenze e delle stesse istituzioni scolastiche, ha suscitato, come era prevedibile, clamore e preoccupazione.

 

 

Abbiamo cercato di dare una chiave di lettura ospitato questo intervento di Francesca Simoncini, psicologa e psicoterapeuta, presente anche in Chianti con uno studio a Greve.

 

Sperando che possa essere utile e costruttivo, lo pubblichiamo qui di seguito. Buona lettura.

 

"Perché i nostri figli già dalla terza elementare usano la parola “sesso” ed imitano comportamenti sessualizzanti?

 

Perché leggiamo articoli di cronaca di sesso tra bambini?

 

Perché i bambini fanno sesso?

 

Sicuramente tante risposte le troviamo osservando la società nella quale viviamo e nella quale i bambini hanno occasione di vedere una grande quantità di comportamenti sessuali presentati in televisione, da pubblicità, video, giornali, manifesti pubblicitari e internet.

 

Attraverso ciò che leggono, vedono e sentono, imparano che cosa significa essere uomo o donna e come si comportano gli adulti. A volte assistono ad immagini di violenza sessuale o di attività sessuale che, a causa della loro età, non sono ancora in grado di capire e questo li può turbare.

 

Questo perché le informazioni spesso sono decontestualizzate, senza valutazione e non hanno la possibilità̀ di essere inserite dal bambino in un tessuto di padronanze in precedenza strutturate e di essere quindi integrate nella loro mente in modo sensato.

 

I bambini se vengono lasciati soli a comprendere e ad interpretare queste immagini, comprensive di suoni e sensazioni, potranno soltanto crearsi opinioni occasionali e frammentarie, colmando le lacune con fantasie (talvolta bizzarre, adeguate alla loro giovane età̀) che confronteranno poi con quelle dei coetanei (assemblate allo stesso modo) creandosi idee talvolta spaventose, spesso inverosimili e pericolose.

 

Cosa fare allora per aiutarli?

 

Nel nostro Paese non esiste una normativa sull'educazione sessuale: i tentativi di creare leggi in materia non sono finora approdati a nulla. Il primo disegno di legge venne presentato nel 1975, ma senza ottenere la necessaria approvazione.

 

Nel 1991 un opuscolo informativo sull’HIV, promosso dal ministero della Salute e affidato alla matita del fumettista Silver (autore di Lupo Alberto), venne "bloccato" dopo la distribuzione delle prime copie nelle scuole: a opporsi proprio il ministero dell'Istruzione, ufficialmente perché l'iniziativa non era stata concordata tra i due dicasteri. L'ultima proposta in ordine di tempo risale al 2013, ma neppure quella si è tradotta in legge.

 

Nelle scuole italiane i corsi attivati fanno parte di sporadici progetti, promossi da singoli istituti o associazioni, come l'Associazione Italiana per l'Educazione Demografica, che però già da tempo lamenta la scarsità di fondi per poter organizzare lezioni gratuite nelle scuole e la progressiva diminuzione di attività di formazione da parte delle Asl negli istituti.

 

Dove trovano allora le informazioni i nostri bambini?

 

Alla luce degli eventi e delle mancanti proposte di legge è molto importante che i nostri bambini sappiano di poter trovare informazioni e rassicurazioni attraverso il dialogo con gli adulti significativi: confrontarsi apertamente su questo argomento può evitare che nasca in loro la convinzione che sessualità̀ e sentimenti siano qualcosa di sbagliato e/o pericoloso.

 

Occorre insegnare al bambino che la sessualità è un comportamento “naturale” di quanto di più̀ naturale possa esistere ed è alla base della propria e altrui storia.

 

Il silenzio che ha spesso caratterizzato le generazioni passate su questo argomento dovrebbe al giorno d’oggi, diventare comunicazione. Ai bambini, si può̀ e si deve parlare di tutto: non ci sono argomenti da evitare ed altri più opportuni. Le parole utilizzate ed il modo di affrontare le varie questioni dovranno ovviamente essere adeguati al loro sviluppo, alla loro età ed ai loro interessi.

 

Che cosa possono fare i genitori?

 

Fin da quando sono molto piccoli i bambini sono curiosi di sapere da dove vengono, ed è già da questo periodo che si possono fornire semplici e sincere spiegazioni.

 

A mano a mano che crescono si potranno dar loro più informazioni più specifiche.

 

È importante rispondere con sincerità e con naturalezza alle domande dei bambini in modo che capiscano che possono parlare con i genitori di sesso e porre delle domande quando hanno bisogno di sapere qualcosa.

 

La maggior parte dei genitori desidera che i loro figli abbiano un atteggiamento sano nei confronti del sesso; ricordatevi che il modo in cui vi comporterete e reagirete (più sarete naturali e senza imbarazzo e meglio sarà) di fronte a qualsiasi discorso sul sesso influenzerà l’atteggiamento e le opinioni dei vostri figli sia verso questo argomento che verso loro stessi.

 

Nell’osservare genitori e bambini alle prese con questo argomento, a chiunque appare chiaro che è l’adulto, e non il bimbo, ad essere in difficoltà (l’imbarazzo nei figli si presenterà più tardi, nella preadolescenza, ma potrà comunque attenuarsi se durante la crescita ha potuto contare su un dialogo aperto con i genitori). Tale situazione è dovuta al fatto che, nella nostra cultura, il tema della sessualità è vissuto come qualcosa da nascondere e di cui vergognarsi.

 

I tabù sessuali portano gli adulti a provare un certo disagio nel parlare di sesso: mentre nei bambini questo aspetto è molto meno presente in quanto, mancano di questi condizionamenti e quindi lo vivono in modo più naturale e semplicemente curioso.

 

La vera “sfida” per i genitori moderni e per le figure significative, quali insegnanti ed educatori è quella di riuscire a parlare ai bambini di sessualità in modo rispettoso ed emotivamente coinvolgente, non limitandosi a fornire solo informazioni nozionistiche.

 

Il rischio del non parlare di questi argomenti è che i bambini possano crearsi delle “fantasie” (spesso strane e nocive).

 

Potrebbero adattarsi a ciò che percepiscono come una regola imposta dai grandi e fare come se non fossero curiosi. Solitamente questo inibirà la loro curiosità portandoli a minimizzare il loro interesse per i temi sessuali.

 

Potrebbero cercare informazioni altrove o tendere le orecchie per percepirle nelle conversazioni tra adulti, traendo nozioni parziali ed incomplete, che li porteranno a modellare altre erronee fantasie.

 

Nei casi più gravi invece, questa condizione potrebbe condurli a provare comportamenti sessualizzanti proprio per affrontare le curiosità mancate esibendoli in vari ambiti della vita come il gioco o la scuola.

 

Ricordiamoci che  ogni atto di interazione con i nostri figli è un intervento educativo".

 

Francesca Simoncini, psicologa e psicoterapeuta

di Redazione

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...