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lunedì 26 Settembre 2022
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    Un Rosso Igt, in una magnum, ricorda quel che vi si produceva nel 1498

    SAN CASCIANO – Come il “Principe”, anche quella di produrre “buon vino vermiglio” nella tenuta Machiavelli, a Sant’Andrea in Percussina, è una pratica che vanta origini pluricentenarie.

     

    Il progenitore del Chianti veniva prodotto nei vigneti di famiglia, venduto e degustato con gli amici all'Albergaccio, tra una partita e l’altra a carte o a tric-trac. Storia, letteratura e attività agricola si fondono nella vita del padre fondatore della scienza della politica in senso moderno.

     

    L’ex segretario della Repubblica fiorentina, oltre a dedicarsi alle letture dei classici e alla composizione di saggi e opere teatrali, trascorreva le lunghe giornate di ‘ozio forzato’ tra i campi. Impegnato a portare avanti una tradizione che in casa Machiavelli costituiva un’importante fonte di reddito.

     

    “In annata buona Bernardo, padre di Niccolò, poteva rimettere di sua parte lorda circa quaranta barili di vino, custodito in quattro botti; circa dieci barili d’olio; trentaquattro staie di grano e altrettante di orzo e spelta”.

     

    E’ quanto rivela un documento catastale del 1498 in cui la tenuta della famiglia Machiavelli appare come un microcosmo composto da vigneti e uliveti, oltre che dalle cantine, dalla locanda l'Albergaccio e dalla casa padronale.

     

    E oggi, come 500 anni fa, la tradizione viene perpetuata. Negli stessi vigneti che un tempo erano di proprietà Machiavelli nasce un vino che vuole essere un omaggio al quinto centenario del “Principe”: l’esclusiva versione magnum del Principe Rosso di Toscana Igt, prodotta dalla cantina Machiavelli di proprietà del Gruppo Italiano Vini.

     

    Il prodotto con annata 2010, dal gusto generoso e con un aristocratico fondo fruttato, è ottenuto da una speciale selezione di uve Sangiovese, maturato per circa un anno in barriques di rovere francese e seguito da un lungo affinamento in bottiglia.

     

    “Quella del Gruppo Italiano Vini – commenta l’assessore alle attività produttive Renzo Masi – è un’operazione virtuosa che rafforza il legame tra il passato, la cultura e l’attività agricola del nostro territorio e il suo più illustre inquilino".

     

    "Un prodotto di qualità – conclude Masi – un vino della tradizione toscana concepito in chiave moderna che, insieme al ricco cartellone di eventi organizzato dal Comune, contribuisce a valorizzare il territorio e a promuovere la conoscenza di un capolavoro della nostra letteratura”.

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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