SAN CASCIANO – Il 10 gennaio 2018 furono installate, lungo il marciapiede in via Roma, davanti al civico 34, nel centro di San Casciano, le pietre d’inciampo in ricordo delle vittime della Shoah.
Due sanpietrini ricoperti da una lamina in ottone, riportano i nomi di Giacomo Modigliani e Paolo Sternfeld, arrestati il 17 ottobre 1943, deportati a Fossoli e assassinati nel 1944 ad Auschwitz.
A quella cerimonia furono in tanti a partecipare, autorità civili e militari, associazioni. E tanti giovani studenti delle scuole del comune.
Da allora, davanti a quello che i sancascianesi chiamano il “Palazzo del Bravo”, in occasione del 25 aprile viene posta una corona d’alloro in loro memoria.
Queste piccole pietre si chiamano d’inciampo proprio perché, camminando, ci si… inciampi. In modo che si possano vedere. E se non si sa il significato di cosa rappresentano, ci si può abbassare e leggere.
Non è obbligatorio farlo, ma almeno bisognerebbe avere rispetto per quello che rappresentano; questo vale soprattutto per i conduttori dei cani, che lasciano che il loro fedele amico su quelle pietre ci faccia i suoi bisogni, la pipì.
Non è la prima volta che, passando da lì, notiamo che dal muro la pipì scorre fino a “macchiare” quei nomi incisi nell’ottone.
Basterebbe davvero poco a chi si ferma, aspettando che il proprio cane faccia proprio lì il suo bisogno (senza tornare sul tema delle deiezioni degli animali nel centro storico del capoluogo…).
Magari basterebbe si piegasse per leggere e capire che in quei pochi centimetri c’è inciso un pezzo di triste storia che non ha riguardato solo il nostro paese. E, magari, con un piccolo strattone al guinzaglio potrebbe fare la scelta giusta e rispettosa.
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