SCOPETI (SAN CASCIANO) – Fa caldo, caldissimo nel bosco degli Scopeti. Friniscono le cicale, il sole batte a picco e diffonde nell’aria l’inconfondibile odore dei pini.
Siamo in una zona diventata una sorta di “fondale” per tanti sancascianesi: qui vicino, nel 1985, andò in scena l’ultimo duplice omicidio del Mostro di Firenze.
Torniamo, dopo una notte più buia che mai, per ripercorrere quel tratto di sentiero che nel tardo pomeriggio di lunedì 1 luglio Lorenzo Ermini, 30 anni, sancascianese, ha percorso in mountain bike insieme a un suo amico.
Incrociando in un tratto un pezzo di tronco di pino che, caduto, era rimasto con alcuni monconi di rami sporgenti.
E proprio uno di questi monconi è stato fatale per il giovane sancascianese: l’impatto, l’arteria femorale recisa, l’emorragia inarrestabile. I soccorsi chiamati subito, che si precipitano, ma senza purtroppo poter fare nulla.
Quel moncone di un albero che fu sembra un beffardo luogo del destino. Un luogo diventato di morte, in cui si è interrotta la strada di un giovane pieno di vita e di speranze. Una metafora di quello che siamo. Tutti.
Chi volesse salutare Lorenzo potrà farlo mercoledì 3 luglio alle 15, presso la Propositura di San Casciano.
(Antonio Taddei)
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