Primo maggio 2020: a noi è mancato molto quello de La Romola

I polli alla brace, l'inizio di primavera celebrato festeggiando i lavoratori. Fra malinconia e speranza

LA ROMOLA (SAN CASCIANO) – Oggi solo un vento fastidioso attraversava La Romola, in sostanza deserta: per un Primo Maggio insolito che speriamo rimanga solo un giorno da fissare nella storia.

Quando qualcuno, forse, racconterà: “Ma ti ricordi quando un sì fece la festa del 1 Maggio alla Romola! Era, era…nel 2020… se un ricordo male…”.

Come tante altre feste che dovevano riportare le persone nelle piazze, all’aria aperta, con la voglia di stare insieme dopo l’inverno, anche alla Romola non è stato possibile organizzare  quella che da sempre ha distinto la frazione di San Casciano: il Primo Maggio, festa del lavoro e dei lavoratori

Ed ecco così che via Treggiaia, via Fratta e piazza Aiaccia, dove stazionano i banchini per la vendita delle (poche) cose rimaste del passato, erano deserte. O meglio, al posto dei banchi c’erano solo auto.

Mancavano anche la musica e il brulicare delle persone che gravitavano al circolo Arci, il cuore della festa.

La pista con la casina di legno per prenotare il pranzo e la cena, l’atteso momento del discorso del primo cittadino, l’immancabile tombola del pomeriggio.

Mentre nella parte sottostante, sul piazzale, manca lo scorrazzare dei volontari intenti ognuno nel suo ruolo a gestire gli spazi, la cucina, il servizio ai tavoli.

E manca molto anche l’altro spazio tutto al maschile, quello della cottura dei polli e della carne sulla brace. Speriamo di tornare e sentirne il profumo e a gustarli nel 2021: e sarà ancora più bello.

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