Vendere casa, anche se comporta un’entrata di denaro non indifferente, è un’operazione costosa, sia per chi acquista che per chi cede la propria abitazione.
Spese notarili, imposte di registro, imposta di bollo sono solo alcune delle tasse che vengono applicate al valore della transazione e, normalmente, vengono calcolate in percentuale rispetto al valore dell’immobile e al prezzo di vendita.
Per ridurre il carico fiscale, dunque, alcuni venditori possono dichiarare un valore inferiore rispetto a quello effettivo dell’immobile, in modo da incassare una somma maggiore, non soggetta al calcolo fiscale, e pagare meno tasse.
Che succede se si viene scoperti, in questi casi?
Nulla di buono, come ogni tentativo di evasione fiscale.
All’atto della transazione, infatti, ci sono molti elementi che possono far drizzare le antenne all’Agenzia delle Entrate, che avvia le sue indagini al fine di verificare se l’operazione è avvenuta in modo assolutamente trasparente,
Il dato che funge da riferimento per comprendere se la vendita è avvenuta sotto la stima reale dell’immobile è il valore venale in comune commercio che corrisponde al valore esatto con cui viene messa sul mercato la casa e si identifica col prezzo di vendita.
Se questo risulta essere visibilmente inferiore rispetto a quello che dovrebbe avere, allora possono scattare le multe.
Certo, ognuno è libero di vendere il proprio appartamento a un prezzo inferiore rispetto a quello di mercato, ciò che interessa ai fini fiscali è che venga dichiarato un prezzo esatto.
L’aspetto più difficile resta scoprire di quanto si discosta esattamente la cifra dichiarata rispetto a quella incassata. Un’informazione che difficilmente si riuscirà a ricavare dal diretto interessato.
Per questa ragione si prendono come riferimento alcuni indizi che possono rivelare in modo approssimativo questa cifra.
Primo tra tutti il valore venale, appunto, che si calcola tenendo conto di alcuni valori specifici individuati dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate (OMI), a eventuali perizie giurate, al reddito a cui gli immobili vengono quotati, a eventuali altre indicazioni comunali.
Anche il mutuo richiesto dall’acquirente costituisce un indizio valido per accertare la differenza tra valore dichiarato e somma incassata.
Qualora venisse accertata l’incongruenza, il venditore sarà tenuto a versare la differenza sulle imposte evase, rincarate con gli interessi di mora.
Onde evitare di incorrere in questo tipo di situazione, è opportuno dunque effettuare un calcolo esatto del valore immobiliare, attuando la procedura normalmente indicata per ricavare questa informazione.
In effetti, non è un calcolo che si esegue su due piedi, poiché bisogna avere ben chiari gli elementi da considerare.
Di norma, è preferibile che se ne occupi un professionista del settore.
Diversamente, si possono seguire i passaggi reperibili su guide specifiche elaborati da specialisti del settore.
Una tra le più esaustive e di facile lettura anche per i non addetti ai lavori, è quella sul valore venale immobile elaborata da Dove.it, agenzia immobiliare online specializzata anche nelle valutazioni immobiliari.
Da questa si apprende molto chiaramente che bisogna seguire precisi passaggi per ottenere il dato esatto.
Questi prevedono innanzitutto il calcolo della superficie commerciale dell’immobile, che si ottiene sommando tutte le quotazioni reali e ponderate di ogni singolo ambiente che compone l’immobile.
Fissata la metratura esatta dell’abitazione, sarà necessario individuare il valore commerciale al metro quadro, applicare i coefficienti di merito pubblicati proprio dall’Agenzia delle Entrate ed infine effettuare il calcolo finale.
Ogni punto appena menzionato, viene affrontato in modo preciso e approfondito all’interno della guida indicata, in modo da fornire una mappa valida a tutti i potenziali venditori in procinto di fissare il prezzo esatto da proporre al mercato.
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