Entro settembre 2026 ogni Stato UE dovrà presentare il proprio Piano Nazionale di Ripristino della Natura in attuazione del Regolamento UE 2024/1991 per tutelare biodiversità e resilienza climatica.
L’Associazione Per Una Cittadinanza Attiva Bagno a Ripoli ha partecipato alla consultazione pubblica nazionale sulla prima bozza del Piano, chiusa il 9 giugno, focalizzandosi sulla sezione dedicata agli ecosistemi urbani.
La nostra è una scelta politica: il ripristino della natura non riguarda solo le aree protette, ma il modo in cui governiamo e trasformiamo i territori in cui viviamo.
Al centro c’è la consapevolezza che il Regolamento UE 2024/1991 è già pienamente vincolante e assume il 2024 come riferimento per verificare, entro il 2030, l’assenza di perdita netta di spazi verdi urbani e copertura arborea urbana.
Elemento cardine del nostro contributo è proprio la fotografia di partenza, da cui misurare ciò che viene perso, mantenuto o realmente ripristinato.
Chiediamo criteri chiari e verificabili: come si misura, a livello comunale, ciò che viene cementificato e ciò che viene davvero ripristinato?
Per Cittadinanza Attiva la tutela non può limitarsi ai soli parchi pubblici censiti. Nei nodi periurbani, ogni alberatura stradale, cortile o area di margine svolge una funzione ecologica vitale che va difesa.
Proprio il caso Bagno a Ripoli è emblematico.
I dati ISPRA/SNPA 2025 indicano che il nostro suolo consumato ha raggiunto il 10,27%, un dato significativamente superiore alla media toscana (6,20%) e nazionale (7,17%).
Un territorio aggredito da una pressione trasformativa diffusa – grandi infrastrutture, parcheggi, impianti – il cui effetto cumulativo rischia di azzerare la continuità ecologica.
Insieme ad altre associazioni del territorio rivendichiamo che il Piano Nazionale parli con efficacia di:
– trasparenza totale sulla base di partenza del 2024 e sul monitoraggio periodico dei dati,
– valutazione preventiva degli impatti cumulativi delle varianti urbanistiche,
– compensazioni ecologiche reali, locali e non generiche.
Il punto non è bloccare lo sviluppo, ma pretendere trasparenza e responsabilità. Il ripristino della natura è credibile solo se è misurabile e vincolante per l’amministrazione, anche su scala locale.
Questo intervento è un atto di vigilanza attiva che continueremo a portare avanti.
Per una Cittadinanza Attiva
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