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lunedì 22 Giugno 2026
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    Cittadinanza Attiva: “Piano Nazionale di Ripristino della Natura e consumo di suolo a Bagno a Ripoli”

    "Il nostro, un territorio aggredito da una pressione trasformativa diffusa - grandi infrastrutture, parcheggi, impianti - il cui effetto cumulativo rischia di azzerare la continuità ecologica"

    Entro settembre 2026 ogni Stato UE dovrà presentare il proprio Piano Nazionale di Ripristino della Natura in attuazione del Regolamento UE 2024/1991 per tutelare biodiversità e resilienza climatica.

    L’Associazione Per Una Cittadinanza Attiva Bagno a Ripoli ha partecipato alla consultazione pubblica nazionale sulla prima bozza del Piano, chiusa il 9 giugno, focalizzandosi sulla sezione dedicata agli ecosistemi urbani.

    La nostra è una scelta politica: il ripristino della natura non riguarda solo le aree protette, ma il modo in cui governiamo e trasformiamo i territori in cui viviamo.

    Al centro c’è la consapevolezza che il Regolamento UE 2024/1991 è già pienamente vincolante e assume il 2024 come riferimento per verificare, entro il 2030, l’assenza di perdita netta di spazi verdi urbani e copertura arborea urbana.

    Elemento cardine del nostro contributo è proprio la fotografia di partenza, da cui misurare ciò che viene perso, mantenuto o realmente ripristinato.

    Chiediamo criteri chiari e verificabili: come si misura, a livello comunale, ciò che viene cementificato e ciò che viene davvero ripristinato?

    Per Cittadinanza Attiva la tutela non può limitarsi ai soli parchi pubblici censiti. Nei nodi periurbani, ogni alberatura stradale, cortile o area di margine svolge una funzione ecologica vitale che va difesa.

    Proprio il caso Bagno a Ripoli è emblematico.

    I dati ISPRA/SNPA 2025 indicano che il nostro suolo consumato ha raggiunto il 10,27%, un dato significativamente superiore alla media toscana (6,20%) e nazionale (7,17%).

    Un territorio aggredito da una pressione trasformativa diffusa – grandi infrastrutture, parcheggi, impianti – il cui effetto cumulativo rischia di azzerare la continuità ecologica.

    Insieme ad altre associazioni del territorio rivendichiamo che il Piano Nazionale parli con efficacia di:

    – trasparenza totale sulla base di partenza del 2024 e sul monitoraggio periodico dei dati,

    – valutazione preventiva degli impatti cumulativi delle varianti urbanistiche,

    – compensazioni ecologiche reali, locali e non generiche.

    Il punto non è bloccare lo sviluppo, ma pretendere trasparenza e responsabilità. Il ripristino della natura è credibile solo se è misurabile e vincolante per l’amministrazione, anche su scala locale.

    Questo intervento è un atto di vigilanza attiva che continueremo a portare avanti.

    Per una Cittadinanza Attiva

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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