Il Gazzettino del Chianti presente con un inviato speciale… in tenda. La bici d’epoca come simbolo… del futuro

GAIOLE IN CHIANTI – Una settimana intensa per il borgo chiantigiano: eventi, mostre d’arte, dibattiti, presentazioni di libri, concerti.

 

Tutto legato al mondo della bicicletta. E domenica 5 ottobre  prima dell’alba il via del "ride" più amato, imitato, esportato del ciclismo storico. 

 

Ben 5.608 partenti da 50 Paesi del mondo. Quattro percorsi a scelta da 35, 75, 135 e 209 km. Oltre il 10% di donne per un’età compresa fra i 15 e gli 83 anni.

 

Sono i numeri della 18esima edizione de L’Eroica. La cicloturistica nata nel 1997 (92 partecipanti) che ha fatto scuola: dalla Britannia al Giappone, dal Peak District National Park al Monte Fuji.

 

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DEL GAZZETTINO DEL CHIANTI

 

Un viaggio su due ruote ben descritto nel documentario presentato il sabato da Matteo Inzani “Veni, Bici, Sushi – The Dirty Gravel Road to Japan”.

 

Un’avventura concepita e cresciuta a Gaiole che si è presentata in splendida forma al suo diciottesimo.

 

Ancora una volta, le biciclette d’epoca, gli scenari più meravigliosi, le emozioni e i sapori della Toscana, hanno attratto appassionati da ogni angolo della terra. Interpreti di uno spirito rustico e slow, sportivo e sociale. Di uno stile di vita che sta riscuotendo sempre più successo. 

 

Fatto sta che c’è da pedalare per 200 chilometri, su strade sterrate e biciclette vecchie. Che tu abbia la bici e il completo vintage più alla moda o un vecchio ferro recuperato in cantina insieme alla maglia di lana del nonno abbinata a un cappello improbabile, ti troverai sempre a mangiare polvere e a tenere saldo il manubrio per tirare quel maledetto rapporto troppo duro o per restare in piedi nelle discese ghiaiose.

 

Stringe i denti, il popolo de L’Eroica, ride e smorfia, di fatica e di soddisfazione. Ama la bicicletta e lo spirito pionieristico che poi è lo spirito della semplicità di un tempo in cui questo sport era sacrificio e riscatto sociale, avventura, agonismo e solidarietà.

 

Tanti i personaggi noti in questa edizione 2014, che è anche il centenario di Gino Bartali. Da Paolo Rossi, a Massimo Poggio, a Alessandra Cappellotto, a Marianne Vos, a Pauline Ferrand Prevot, a Erik Zabel, a Mario Kummer, a Brett Lancaster e a tanti corridori degli anni ’50 e ’60, tra cui Idrio Bui e Angelo Miserocchi. 

 

Eccezionali le specialità offerte ai punti ristoro lungo il percorso. A Radi, Montalcino, Pieve a Salti, Asciano, Castelnuovo, Radda. Perché ci vuole carburante per pigiare sui pedali e allora vanno bene pane e salame, uva e ribollita, crostata, olio e vino rosso.

 

La bisaccia a tracolla e la camera d’aria intrecciata sulle spalle, vedi tante persone che magari nella vita fanno tutt’altro ma quel giorno ci sono e vogliono arrivare in fondo.

 

Salgono al Monte delle Sante Marie tirando giù altri santi, serpeggiano fra le curve delle crete senesi, si fermano a cambiare il fascione nel mezzo a nulla. Immersi in un paesaggio dipinto, decantato, modellato dalla fatica dell’uomo.

 

Un raduno per uomini, donne, giovani e anziani che riconoscono e sanno apprezzare i valori dello sport e della vita. Un evento ben riuscito anche grazie ai tanti volontari nei paesi e lungo il percorso.

 

Appuntamento quindi alla prossima prima domenica di ottobre per continuare a sognare e a pedalare sulle strade bianche più belle del mondo.

di Stefano Casprini

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