IMPRUNETA – Al centro di un carro che va in piazza per sfilare il giorno della Festa dell'Uva, all'origine di tutto, c'è sempre chi lo progetta.
Che porta la sua idea sul rione. Che democraticamente vota e sceglie su quale storia, su quale scommessa impegnare il lavoro di centinaia di persone. Insomma, se non si fosse capito è davvero una grande responsabilità.
Domenica 27 settembre il rione del Pallò ha vinto (per la trentesima volta) con "Tra le pagine dell'Uva": una storia fantastica, iniziativa con un bibliotecario che trova un libro. E aprendolo… .
Una storia che nasce dalla fantasia di Lorenzo Ricceri (al centro nella foto), di professione giardiniere, detto Ciuccia.
Che nel mezzo dell'esplosione verde che ha fatto seguito all'annuncio del sindaco Alessio Calamandrei, si è letteralmente sciolto dal groviglio di tensione, emozione, adrenalina, che si cumulava da settimane, mesi.
Lorenzo, all'Impruneta i soprannomi sono quasi importanti come i nomi. Perché… Ciuccia?
"Parte tutto dal mio babbo, che da piccolino ciucciava le penne per scrivere. E quindi lo chiamavano Ciuccia. Poi hanno cominciato tutti a chiamarmi Ciuccino; quando però il mio fratello è diventato… Ciuccino, io sono diventato Ciuccia. Tanto che il mio babbo è venuto anche qui al carro a dirlo: "Oh, sono io il Ciuccia originale!"".
Da quanto tempo sei sul rione?
"Da 24 anni, anche se devo dire che i primi tre anni li ho fatti sulle Fornaci (nel 1990 vinsi pure, era il primo anno che sfilavo). Vivevo vicino al cantiere delle Fornaci, ma avevo tutti gli amici sul Pallò. Quindi fu automatico passare… al verde".
Come è nato il progetto?
"L'idea è di circa due anni fa, ho preso spunto da un film che parlava di Indiana Jones che doveva trovare delle pietre ("Il segreto di Atlantide"). Tutto è partito da lì".
Che percorso è stato per arrivare fino a domenica in piazza?
"E' stato faticoso. Molte volte mi sono sentito solo, ho pensato che fosse una cosa più grande di me, sono arrivato anche al punto di dire basta. E' stato davvero distruttivo: meno male… che s'è vinto".
Il presidente del rione del Pallò Luca Gasparri ti ha consacrato a erede di Riccardo Lazzerini, che di carri ne ha progettato qualcuno…
"Riccardo è un "Dio" per me, non penso minimamente di essere come lui. Ringrazio Luca per le belle parole, ma non so se potrei neanche sopravvivere per fare tutti i progetti che ha fatto Riccardo Lazzerini per il rione del Pallò".
Via, allora dicci se hai già pronto… il progetto del prossimo anno?
"Me l'hanno chiesto tutti sul rione. Io sorrido: ho una mezza idea ma ci devo lavorare due anni per svilupparla. Un po' come ho fatto per questo".
Molti parlano di vittoria a sorpresa. Quale pensi sia stato il punto di forza? Il rapporto fra carro e coreografie?
"Io penso un mix fra carro, coreografia e storia. C'erano altri carri anche superiori al nostro, ma la nostra storia secondo me è stata coinvolgente. Io l'ho spiegata sempre con il cuore in mano. Poi tutti hanno lavorato al massimo: abbiamo un grande gruppo sul rione del Pallò".
In chiusura vuoi ringraziare qualcuno in particolare?
"Dico grazie, di cuore, a tutto il rione. E a Tullio Del Bravo, che mi ha regalato la coppa che era esposta nella sua mostra in piazza, nel fondo della Bcc. Un gesto che ho davvero apprezzato".
di Matteo Pucci
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