IMPRUNETA – In una grigia mattinata autunnale tantissime persone si sono ritrovate per dare l’ultimo saluto a Cristina Manetti.
Nella chiesa di San Felice a Ema, al Galluzzo, affollatissima, in molti hanno reso omaggio alla dipendente del Comune di Impruneta scomparsa prematuramente domenica primo novembre sulle Alpi Apuane. Durante quella che sarebbe dovuta essere una giornata dedicata alla sua passione, la montagna.
Sotto un cielo anonimo e spento un incredibile silenzio ha accompagnato l’arrivo delle persone che conoscevano la 57enne morta in seguito alla caduta in un canlone.
Parenti, amici, colleghi, amministratori del Comune imprunetino: tutti ancora increduli e ammutoliti dal dolore. Prima radunati fuori, poi prendendo posto all’interno riempiendo le tre navate della chiesa.
“Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me” con queste parole del vangelo di Giovanni il parroco, don Floriano, ha cercato di spiegare e consolare le persone presenti per l’incomprensibile quanto dolorosa scomparsa di Cristina.
Parlando di quanto la donna fosse appassionata di quella montagna dove apparentemente si è smarrita, il sacerdote ha detto: “Lei non ha perso il sentiero, adesso si trova vicino a Dio”.
Parole semplici, dirette alle molte facce ancora incredule per quanto è accaduto su quelle vette. Volti bisognosi di risposte che solo il tempo, con il suo passare, saprà in parte soddisfare. Incredibile pensare che in certi luoghi così belli si possa incontrare la morte.
Il feretro, coperto da tantissimi fiori gialli, è stato poi accompagnato fuori al termine della funzione: a vegliare su di lei anche il gonfalone del Comune di Impruneta.
E' parso che anche un timido sole abbia voluto salutare Cristina prima di questo suo ultimo viaggio. Dove tutti sperano che possa raggiungere la stessa serenità che trovava nelle sue amatissime montagne.
di Silvia Rabatti
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