Caos M5S Impruneta: “Caro Francesco, non sei un martire. Rivedi le posizioni”

Lettera aperta a Bianchi di Quirina Cantini, ex portavoce del M5S a Bagno a Ripoli: "Occorre onestà"

IMPRUNETA – La sfiducia pubblica espressa dagli attivisti del MoVimento 5 Stelle di Impruneta al loro rappresentante in consiglio comunale Francesco Bianchi, che ha rifiutato le dimissioni e sta andando verso la creazione del Gruppo Misto, registra questa accorata lettera dell'ex consigliere comunale del M5S a Bagno a Ripoli, Quirina Cantini.

 

Che riceviamo e pubblichiamo qui di seguito.

 

Caro Francesco,

 

mi rincresce scrivere questa lettera, in piena solitudine, durante una guardia in ospedale, mentre penso a tutte le altre cose che dovrei fare, per il mio attivismo, per la mia famiglia, per la mia professione.

 

Ho letto le tue dichiarazioni apparse in queste ultime ore. Soltanto mercoledì ci siamo visti in riunione con meetup del Chianti, per pianificare strategie e per tentare una collaborazione.

 

Il mio ruolo di ex portavoce e di attivista mi obbliga a portare la mia testimonianza, in questa faccenda; non mi tiro indietro, non l'ho fatto con ben altre espulsioni e non lo farò adesso.

 

Il MoVimento 5 Stelle è una strana bestia: ti dà l'opportunità di dimostrare il tuo valore etico, civile, morale… con poche regole, quelle di cui ha bisogno in questo momento il nostro Paese.

 

Per parteciparvi non sono richieste competenze e capacità speciali, amicizie influenti, esperienze politiche strategiche: anzi, i cittadini, quelli meno visibili, quelli meno ascoltati, sono i benvenuti.

 

Occorre soltanto onestà (non solo dichiarata nella fedina penale ma anche onestà intellettuale) e condivisione dei principi di un gruppo politico nato a sostegno della partecipazione e della scelta dal basso di ogni iniziativa.

 

Questo MoVimento è frutto di un'dea di pochi per tutelare i molti e tutti gli iscritti al Blog dimostrano la propria adesione a questa "mission".

 

Nessuno si deve sentire più protagonista di altri: è questo il senso dell'uno vale uno; nessuno ha preso voti personali: è questo il motivo per cui le persone di valore sono venute fuori solo dopo… e così pure quelle di scarso valore.

 

Il fio che abbiamo pagato, dando a tutti gli Italiani l'opportunità di candidarsi è consistito proprio in questo: nella fisiologica uscita di attivisti e portavoce che volevano "altro".

 

Io sono stata una dei 5 firmatari del documento che ha spinto il voto della rete e poi l'uscita dal MoVimento di alcuni attivisti e parlamentari. Di questo non mi vanto ma mi dolgo; so quanta delusione costi mandare via chi sembra condividere con te tante battaglie, ma che poi si dimostra interessato solo a mantenere un ruolo, una visibilità, un privilegio.

 

E ti garantisco che non sono i 19 euro al mese che contano: ci sono altri vantaggi nel coprire il ruolo di consigliere comunale, soprattutto in piccole comunità dove i pubblici personaggi sono tenuti in grande considerazione e dove con una delibera si aprono cancelli e si tirano su muri.

 

Il consigliere comunale può accedere ad atti più rapidamente di altri cittadini, ha ruolo di pubblico ufficiale, può certificare firme, sposare, eseguire ispezioni, ricevere informazioni riservate… .

 

L'ordine dei medici assegna persino crediti formativi ai medici eletti (io non l'ho ancora fatto perché mi imbarazza acquisire crediti come medico da una attività politica!).

 

In cambio di tutto questo cosa è richiesto ad un portavoce del MoVimento 5 Stelle? E' richiesto il rendiconto, consistente nel rendiconto economico, delle presenze, delle informazioni ricevute dagli uffici (quelle non sensibili, ovvio); ed è richiesto che il portavoce "porti la voce dei cittadini" , di quelli che si spendono nelle attività , che la sera invece di guardare la TV si riuniscono per parlare della loro comunità.

 

Perciò Francesco, non ti stupire e non ti assurgere a martire… perché non lo sei. Ti suggerisco di rivedere la tua posizione accusatoria e riflettere sulla frase da te pubblicata "non faccio dietrofront".

 

Si può anche fare dietrofront , se a chiedertelo sono proprio quegli attivisti che hai deluso, col tuo dire-non-dire, fare-non-fare.

 

Le deleghe dei cittadini lasciale nel cassetto dei politici. Noi siamo uomini e donne comuni, siamo per Quorum Zero, siamo per la partecipazione, siamo per Grillo.

 

Con speranza.

 

Quirina Cantini

 

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di Redazione

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