IMPRUNETA – Il conflitto sugli inceneritori, che in queste settimane ha dominato il dibattito pubblico a Greve in Chianti, potrebbe "sbarcare" anche all'Impruneta.
Il Collettivo Giovani Impruneta ha infatti rivolto un appello a tutte le forze politiche di Impruneta "affinché si adoperino per chiedere un consiglio comunale aperto sul tema inceneritore, sul modello grevigiano. Chiediamo inoltre all'amministrazione comunale di prendere una posizione netta e chiara sulla questione".
"Ci sono tematiche – dicono dal Collettivo – sulle quali chi governa non può far finta di nulla, e sulle quali i cittadini hanno il diritto di sapere: la vicenda inceneritore è una di queste. Partiamo da qui: il 6 agosto 2015 la Conferenza dei Servizi ha dato parere favorevole alla costruzione dell’impianto di incenerimento di Case Passerini".
"Un risultato scontato – dicono – considerando gli interessi convergenti delle amministrazioni e della società Q.tHermo,( 60% Quadrifoglio,40% Hera) che si occuperà della gestione ma che ha bypassato completamente la volontà delle migliaia di cittadini che da anni considerano questo sistema di gestione rifiuti come un danno alla salute, oltre che un danno economico".
"Successivamente – proseguono – a settembre di quest’anno sono state confermate in appello le condanne ai dirigenti dell’inceneritore di Montale, per aver rilasciato nell’atmosfera oltre i limiti di legge diossine e furani".
Poi guardano ai "vicini di casa": "La lotta no-inceneritori ha fatto sentire la sua voce anche a Greve in Chianti in un consiglio comunale straordinario e aperto, atto ad informare i cittadini sulle reali intenzioni dell’amministrazione grevigiana".
"Abbiamo proposto questa brevissima cronistoria – sottolineano – per introdurre l’intenzione del Collettivo Giovani Impruneta di chiedere pubblicamente a tutte le forze politiche locali di organizzare un consiglio comunale aperto nel quale prendere posizione rispetto all’art.35 dello Sblocca Italia, che prevede appunto l’uso di inceneritori come mezzo di gestione dei rifiuti, e di informare i cittadini rispetto alle alternative".
"E’ utile – chiedono – investire in un impianto da 198.000 tonnellate? Diamo spazio alla società civile: questa è l’unica politica giusta che conosciamo. A Impruneta stiamo assistendo a tutto e al contrario di tutto senza alcun coinvolgimento dei cittadini, che sono sempre più considerati elettori, ma non sovrani".
di Redazione
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