IMPRUNETA-GREVE IN CHIANTI – L'altra mattina il Governatore della Toscana Enrico Rossi si è detto disponibile "per fare un incontro con gli esponenti del cotto toscano e cercare insieme le risposte giuste alla crisi che ha colpito anche questo comparto, come del resto tutti quelli collegati al settore dell'edilizia".
Lo ha detto alla trasmissione Coffee Break, su La7. "Questa iniziativa – dice Alessandro Lippi, responsabile Fillea-Cgil Chianti – è stata fatta su nostra iniziativa. Il cotto ha bisogno di visibilità".
I numeri? Parlano da soli: "Siamo passati – risponde Lippi – da oltre 400 addetti (fra Greve in Chianti e Impruneta) del 2010 a 160. Di questi attivi al cento per cento, ovvero non conivolti da ammortizzatori sociali (cassa integrazione ordinaria e contratti di solidarietà), sono in trenta".
Numeri senza appello, di fronte ai quali però la Fillea-Cgil non si è mai arresa: "Il cotto – dice ancora Lippi – ha le risorse per uscire dalla crisi. Chiamiamo le istituzioni a percorrere un percorso appetibile per le aziende che aderiscono. Premiare chi vuol stare dentro a un percorso individuato dalle istituzioni".
"Se le aziende non si mettono d'accordo fra loro – rilancia Lippi – siano le istituzioni a metterle insieme creando le condizioni per renderlo… appetibile. Non si rassegnino all'immobilismo imprenditoriale, che stimolino, creino loro un contenitore in cui ci si può stare tutti".
"Le idee ci sono – rilancia – gli imprenditori non stanno fermi, ma il problema è che non riescono a lavorare insieme. Ci sono le condizioni per esportare l'eccellenza toscana: mettiamole in pratica".
"Se si lavora in un certo modo – conclude sicuro Lippi – se si fa un prodotto che abbia una denominazione di origine controllata e garantita, se le gare d'appalto sono fatte in un certo modo, il cotto ce la può fare. Basta volerlo".
di Matteo Pucci
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