IMPRUNETA – Dopo giorni di silenzio, di stilettate, di litigate anche "in piazza" (sia reale che virtuale), il segretario dell'unione comunale del Partito democratico di Impruneta Stefano Bellacci prende la parola per spiegare il clamoroso rimpasto di giunta (quattro assessori su cinque cambiati, una dimissionarie e tre "defenestrati") messo in atto dal sindaco Alessio Calamandrei a due anni dalla fine del mandato.
"La politica è fatta di scelte e di queste scelte in politica si risponde – esordisce Bellacci – tutto il resto è noia come direbbe Leopoardi (o Califano). In questi giorno sono state scritte tante cose, alcune vere, molte false, altre semplicemente decontestualizzate; non è un problema e non risponderò… semplicemente perché non voglio alimentare inutili polemiche che non servono a niente".
"Faccio solamente tre piccoli appunti – spiega il segretario – La famosa unione comunale "abortita" era stata convocata da me ben prima della "convocazione" della fiaccolata a Tavarnuzze e non è stata per niente abortita. Chi era veramente interessato alla discussione è rimasto fino quasi all’una a discutere con il sindaco, con me e con il segretario metropolitano. E non sono stati pochi".
"Gli assessori – prosegue – così come i ministri, non si eleggono e non vengono mai decisi o votati all’interno degli organismi dei vari partiti; ma vengono nominati dal sindaco (o dal presidente del consiglio). Io per supportare il sindaco e in accordo con lui, ho fatto decine di incontri (non riunioni carbonare) per trovare la soluzione più giusta che ci permettesse di raggiungere l’obbiettivo che ci eravamo proposti. Magari, se vado indietro nel tempo, potrei scoprire che in passato le nomine degli assessori venivano decise in incontri molto, ma molto più ristretti … e mi fermo qui".
"La pubblicazione di corrispondenza privata – dice in merito allo scambio di mail diffuso da Giovanni Burgassi – è stata indubbiamente una brutta caduta di stile".
Poi torna alla questione: "Per quanto riguarda il corposo rimpasto di giunta potrei giustificarlo in modo diverso per ognuno dei quattro assessori sostituiti; ma torno invece alla frase con cui ho iniziato. Per il rilancio dell’attività amministrativa c’era la necessità che intorno al sindaco ci fosse una squadra. Una squadra che lavorasse insieme a lui e in sinergia con il gruppo consiliare e il partito. Siccome la situazione non era questa (con tutti i distinguo del caso fra assessore e assessore) il Sindaco ed io abbiamo fatto delle scelte e queste scelte, delle quali risponderemo, hanno portato a questo corposo rimpasto di giunta".
"Pur nella consapevolezza di aver scontentato qualcuno – conclude Bellacci – sono convinto che abbiamo fatto la scelta giusta per il bene del nostro partito, ma soprattutto per quello del nostro comune. Se così non sarà i nostri iscritti e i nostri cittadini hanno tutti i mezzi per dircelo".
di Matteo Pucci
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