Consiglio comunale aperto negato, l’ex vicesindaco: “È paura del confronto”

Risaliti attacca: "La politica è fatta di mediazione di conflitti. Pozzolatico chiede impegni concreti"

IMPRUNETA – I problemi della frazione di Pozzolatico, la negazione di un consiglio comunale aperto (ieri le opposizioni hanno fatto un sit in di protesta davanti al palazzo comunale) e poi le accuse dell'ex vicesindaco Joele Risaliti: "I consiglieri hanno paura del confronto, non conoscono il territorio, negano la partecipazione dei cittadini".

 

Tutto ha avuto inizio quando Pozzolatico ha iniziato a chiedere risposte concrete dall'amministrazione comunale sull'inquinamento acustico causato dall'autostrada, sulla destinazione di Villa de Larderell (i locali dell'ex don Gnocchi), sui problemi dell'assetto viario della frazione. Joele Risaliti ricorda che durante l'assemblea del 28 ottobre a Pozzolatico (durante la quale non erano intervenuti né il sindaco né gli assessori regionali e metropolitani invitati, tra  i quali Saccardi e Ceccarelli) era stato chiesto un consiglio comunale aperto affinché l’amministrazione potesse assumere un impegno ufficiale nei confronti degli abitanti della frazione.

"In particolare modo sulla problematica relativa all’inquinamento acustico è emersa la proposta di costituire un tavolo tecnico con Comune, Regione, Arpat e un tecnico del Comitato degli abitanti di Pozzolatico al fine di ricercare la migliore soluzione possibile – continua Risaliti – in questi giorni però la maggioranza Pd ha deciso di negare il consiglio comunale aperto (l'opposizione hanno fatto un picchetto davanti al Comune per questa ragione) adducendo ragioni di natura regolamentare che nei precedenti cinque consigli comunali aperti, svolti in situazioni analoghe, non sussistevano".

 

L'ex vicesindaco riporta un passaggio della lettera in cui si nega il consiglio comunale aperto, “appare contraria al principio di buon andamento dell’attività amministrativa, sia in termini di efficacia (in relazione alla qualità del servizio reso) che in termini di efficienza (in rapporto al minimo costo ad una data qualità), oltre a presentare spunti di criticità in tema di ordine e sicurezza pubblica, stante il clima di grave conflittualità creatosi in analoghe e precedenti occasioni, dove non sono mancati comportamenti da parte di alcuni cittadini presenti decisamente censurabili".

 

Riassume Risaliti: "I consiglieri non sono a conoscenza degli argomenti da discutere, hanno paura per la propria incolumità, considerano la partecipazione un costo non sostenibile per l’ente". Poi l'affondo: "Ma un consigliere comunale, che rappresenta tutti i cittadini, come fa a sostenere queste tesi? Qualcuno gli ha spiegato che proprio la politica dovrebbe mediare i conflitti? All’incapacità politica si somma la non conoscenza del territorio e la paura del confronto".

 

di Redazione

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