TAVARNUZZE (IMPRUNETA) – "La famiglia Faviani è stata ascoltata e seguita, ora e in passato. Ha anche ricevuto gli aiuti concreti che potevamo, e sottolineo potevamo, dare".
Non ci sta l'assessore al welfare del Comune di Impruneta, Lillian Kraft, a veder accusare l'amministrazione comunale imprunetina di menefreghismo nei confronti della situazione della famiglia di Tavarnuzze, che nel prossimo maggio ha lo sfratto esecutivo da casa.
Dopo i loro appelli, arrivati fino in televisione a Rete4, è arrivata la presa di posizione del Collettivo Giovani Imprunetini, che hanno rivolto a loro volta un appello a tutta la comunità di Impruneta. Non mancando di accusare l'amministrazione comunale.
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"Le risorse sono quelle che sono – dice Kraft – Il contatto c'è. Nulla vieta al Collettivo di attivarsi per trovar loro casa, anzi li ringrazieremo pubblicamente per l'impegno civile".
"Dire che il Comune non fa niente non solo è falso – rimarca Kraft – ma li rende più deboli nei confronti del privato. Noi non possiamo "garantire" per il loro affitto ma, e glielo abbiamo detto in presenza del loro avvocato, il contributo è possibile".
"La mia è una bravissima assistente sociale – puntualizza l'assessore – ce ne fossero. E non permetterò che il suo lavoro venga messo alla berlina".
Poi conclude, con estrema chiarezza: "Ribadisco a tutti che non tollererò più falsità riguardo all'operato del servizio socio educativo, spero di essere stata chiara una volta per tutte".
di Matteo Pucci
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