I volontari della Croce Rossa dal Papa, il racconto del gruppo di Bagno a Ripoli

"Il prossimo deve essere guardato con gli occhiali dell'amicizia per costruire un mondo più vivibile"

BAGNO A RIPOLI – C'era anche un gruppo di volontari della Croce Rossa di Bagno a Ripoli tra i 6000 volontari che hanno incontrato Papa  Francesco sabato 27 gennaio. La rappresentanza ripolese racconta così la giornata romana:

 

La sveglia del cellulare suona presto, quella dentro la testa è entrata in servizio molto prima. L’emozione è grande, tangibile, tutto inizia a concretizzarsi quando con Angela, Teresa, Patrizia, Silvia, Gioia e Paolo ci affacciamo su Via della Conciliazione. L’immensità di una Roma ancora sonnecchiante si stende davanti a noi e ci abbraccia con le sue architetture perfette. Inizia la lunga fila per i controlli – siamo quasi 7.000 – i minuti di attesa scorrono in serenità, allietati da festosi saluti ad amici di altri Comitati che come noi, pazientemente attendono di accedere all’aula Paolo VI.

 

Finalmente siamo dentro, le Guardie Svizzere e un precisissimo Staff ci illustrano dove andare. In pochissimo abbiamo già ritirato il buono per il pasto e un braccialetto con incisa la data di oggi.
Quelle macchie rosse che a piccoli passi procedono per la piazza, dentro la sala diventano un fiume in piena che riempie il cuore e ti fa sentire a casa, in famiglia.

 

Alle 10:30 si comincia con la lettura dei 7 Principi, quante volte li ho sentiti ma questa volta hanno una forza in più. Subito dopo iniziano le Storie. Quelle con la S maiuscola, quelle che sanno toccare le corde del cuore. In uno scorrere di emozioni continuo l’immenso operato della Croce Rossa viene riassunto dalle testimonianze delle emergenze italiane – Rigopiano – ed internazionali – il Bangladesh –, dai racconti dell’emergenza migranti narrate da chi è stato accolto ed ora indossa la divisa rossa e da chi ha voluto fortemente dare degna sepoltura alle centinaia di vittime del naufragio del 15 aprile 2015 nel Canale di Sicilia.

 

Infine una fotografia del quotidiano, una ragazza che a seguito degli eventi del Centro Italia decide che non può essere indifferente e vuole essere protagonista attiva nell’aiutare il prossimo ed un giovanissimo studente che con la pratica del BLSD ha salvato il bidello del suo Liceo declinando il proprio operato ad esempio per tutti i coetanei.

Il Santo Padre sta per arrivare, la trepidazione aumenta con la proiezione di due video, quello dell’Astronauta Nespoli lascia senza fiato ed il pensiero corre all’immensità dell’Universo che ben si sposa con il nostro principio di Universalità.

Finalmente ecco Papa Francesco, il volto disteso e sorridente come sempre. Non si risparmia, saluta tutti e raggiunge il palco trasmettendo serenità ai presenti. Ascolta attento le parole del Presidente Rocca, visibilmente emozionato, dedicandoci in risposta una splendida omelia incentrata sull’Umanità, Imparzialità e Neutralità.

 

 

L’operato della Croce Rossa si avvicina a quello del Buon Samaritano che si è chinato sul prossimo in difficoltà in modo “amorevole e disinteressato” senza nessun pregiudizio. Il messaggio è forte, Papa Bergoglio si sofferma molto sulla “cultura dello scarto” “che si prende cura solo di alcuni” e che getta nel “cono d’ombra dell’indifferenza” tutti i più bisognosi resi invisibili dall’egoismo della società. Per Papa Francesco questo atteggiamento si può “schiaffeggiare” con le “parole e la testimonianza”, trasformandosi in “profeti capaci di risvegliare il mondo indifferente” mettendo al centro “la cura delle persone”.

Il prossimo deve essere guardato “con gli occhiali dell’amicizia” per essere “costruttori di un mondo più vivibile e umano” ricordando sempre coloro che sono morti nell’espletamento del proprio servizio, i “martiri” della Croce Rossa che hanno espresso l’amore più grande donando la propria vita agli altri.

Terminata l’omelia il Santo Padre ancora non ci lascia, dedica del tempo per salutare tutte le persone con difficoltà che siedono nelle prime file. Per un rapido istante indossa un cappellino che un Volontario gli dona, regalandoci un momento scherzoso fortunatamente immortalato e trasformato in simbolo di questo grande evento che difficilmente potrà essere dimenticato.

Fuori ci attende un’inaspettata Roma baciata dal sole, ancora una volta Croce Rossa ci ha regalato degli insegnamenti da portare nel cuore e da riversare sul nostro prossimo nel quotidiano impegno che questo emblema, inciso più nell’anima che sulla stoffa, ci richiede.

 

di Redazione

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...