Amministrative, si vota il 10 giugno. Si alza la tensione, fra candidati ufficiali e potenziali

Alessio Calamandrei snocciola i risultati dei suoi 5 anni. Joele Risaliti: "A sinistra come sempre regna il caos"

IMPRUNETA – Intanto, la data. Non si voterà a maggio per il rinnovo dell'amministrazione comunale di Impruneta. Ma, al pari degli altri Comuni italiani in cui si va al voto, il 10 giugno.

 

E con la data fissata, mentre solo due candidati sindaco si sono palesati (Laura Cioni per il Coraggio di Cambiare e Roberto Viti per Obbiettivo Comune) tanta è ancora la confusione sotto il sole imprunetino.

 

LeU a Impruneta ha ufficializzato di non candidare nessuno ma di sostenere il percorso dell'Associazione Cittadini Per, nata dall'attività del Collttivo Giovani Impruneta. E anche qui, comunque, ci si aspetta una candidatura.

 

E proprio uno di quelli che hanno aderito a Liberi e Uguali, ovvero l'ex vicesindaco (giubilato da Alessio Calamandrei nell'ormai famoso "rimpastone") Joele Risaliti, lancia il suo atto d'accusa sul centrosinistra imprunetino.

 

"In un comune con meno di 15.000 abitanti – dice Risaliti – dove vige il sistema elettorale maggioritario, con un voto in più si prende tutto, è necessario unirsi per poter vincere. Nel Pd tutto tace ed è quindi presumibile una ricandidatura dell'attuale compagine di governo. Le destre, forti del risultato elettorale nazionale, si compattano e puntano all'obiettivo".

 

"A sinistra, come sempre – accusa tirando in ballo il tema della mancanza di unione per una candidatura forte alla sinistra del Pd – regna il caos; orfani di strategia politica e ubriachi di animosità contrastanti proprio nell'unica volta in cui vi è una possibilità concreta di vincere le elezioni amministrative. Ci stanno dividendo, ci stanno comandando. Divide et Impera".

 

Ma gli interrogativi sono tantissimi. Cosa farà il MoVimento 5 Stelle? E il centrodestra? La Lega candiderà il coordinatore chiantigiano Lorenzo Somigli? Oppure, come dicono alcuni spifferi, vorà rimanere fermo un giro per provare nel 2019 a Greve in Chianti?

 

E poi, appunto, c'è quel Pd "silente" chiamato in causa da Risaliti. Che con ogni probabilità andarà alla ricandidatura di Alessio Calamandrei.

 

Calamandrei che ha iniziato a palesarsi in vista dell'avvio di questa breve campagna elettorale, con un post su Facebook in cui rivendica i risultati delle sua azione di governo locale.

 

"Chiunque a Impruneta si candiderà a fare il sindaco – ammonisce – dovrà ripartire da questi numeri, e fare campagna elettorale tenendoli ben presenti, e capendo che la strada intrapresa in questi 5 anni è l'unica da seguire per tornare ad avere una maggior capacità di spesa sulla parte corrente".

 

"Spesa corrente – prosegue – da maggio 2013 a dicembre 2017 l’indebitamento complessivo dell'ente, dovuto sia alla restituzione ordinaria che ad altri interventi puntuali di restituzione dei mutui ha visto il seguente decremento: da 21.984.000 euro a 14.949.000 ero, restituendo oltre 7.000.000 di euro in conto capitale, e oltre 5.000.000 di euro in quota interessi. Restituendo complessivamente oltre 12.000.000 di euro. Sapete quante cose sarebbero state fatte con 2.400.000 euro annui a disposizione?".

 

"Già questo – dice ancora – dovrebbe bastare, considerando che in meno di 5 anni è stato restituito l’importo complessivo di un bilancio comunale in quota di spesa corrente. Con un abbattimento di oltre il 30% complessivo di indebitamento. L’importo rimane ancora molto alto se confrontato con quello di altri comuni, ed anche i prossimi anni non saranno certo facili per il bilancio complessivo dell’ente, prestando la massima attenzione anche sugli importi del F.C.D.E. (Fondo Crediti Dubbia Esigibilità)".

 

"Importanti (in negativo) – dice ancora il sindaco – anche i tagli ai trasferimenti statali che, al netto dell’Imu, sono passati da 3.500.000 euro del 2010 a 197.000 euro del 2017. Un ammanco di 3.330.000 euro annui rispetto al 2010. Inoltre nel 2014, a seguito dell’entrata in vigore del pareggio di bilancio (bilancio armonizzato) si è rateizzato la restituzione del disavanzo che ammontava a oltre 2.400.000 euro".

 

"Nessun mutuo è stato preso in questi 5 anni – rivendica – Allo stesso tempo abbiamo trovato entrate extra bilancio comunale, le più importanti: euro 1.000.000 Terna (erano euro 600.000 di opere di urbanizzazione), euro 1.000.000 Regione Toscana, euro 4.430.000 Cipe, euro 100.000 Città Metropolitana, oltre ad altri importi minori, per oltre euro 7.000.000".

 

"In poche parole – conclude – nel 2013 ogni cittadino aveva sulla testa un debito di oltre 1.500 euro, oggi quel debito è sceso intorno ai 1.000 euro solo sulla quota capitale".

di Matteo Pucci

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