IMPRUNETA – Parole pesanti. Pesantissime. Sono quelle del Collettivo Giovani Impruneta nei confronti del Partito democratico e delle primarie che verranno.
Parole che partono dal passato, da quel 2013 in cui più di metà partito rimase scioccata dalla vittoria di Alessio Calamandrei nelle primarie contro Marco Pistolesi.
"Nel 2013 – inizia il Collettivo Giovani – il Partito democratico di Impruneta lanciava come candidato sindaco Alessio Calamandrei e lo presentava come il nuovo, l’interprete di una nuova politica, colui che avrebbe aperto una luminosa fase nel comune".
"Oggi – rimarcano – passati cinque anni, una gran fetta del partito ha minacciato guerra se la testa di Calamandrei non fosse caduta, ed è riuscita ad ottenere queste ridicole primarie lampo".
"Il primo dato – accusano – non può che essere naturalmente il fallimento dell’amministrazione Calamandrei, invisa non più soltanto a molti cittadini ma anche alla sua stessa parte politica; per la prima volta un sindaco che vuole ricandidarsi viene fermato dal proprio partito, evidenziando così un caos completo ed una forte paura in vista delle elezioni".
Ma ne hanno anche per il competitor di Calamandrei: "Il secondo dato riguarda lo sfidante delle primarie. Presentando la propria candidatura, Matteo Aramini ha fatto sfoggio di retorica dicendo di voler chiudere i ponti con il vecchio modo di gestire il partito e il paese. Come mai queste parole suonano così familiari? Ma certo, perché sono le stesse che pronunciava Calamandrei nel 2013 quando si presentava agli imprunetini".
"La cosa comica – rincarano -è che la vecchia gestione con cui se la prendeva Calamandrei è la stessa che adesso sostiene Aramini! Infatti i vari Marco Pistolesi, Ida Beneforti e compagnia erano proprio coloro che furono messi all’angolo cinque anni fa da Calamandrei. E che adesso compongono l’esercito del “nuovo” che sta dietro al cavallo rampante Aramini. Insieme a loro c’è un gruppo di consiglieri comunali, un tempo fedelissimi dell'attuale sindaco, resisi improvvisamente conto del fallimento dell’amministrazione di cui hanno fatto parte".
"Ma dove sono stati in questi anni? – domandano – E lo stesso Aramini, come ma si è svegliato solo adesso che ci sono le primarie? Dov’erano tutti questi soggetti mentre la giunta Calamandrei chiudeva le scuole, condannava il paese all’immobilismo, faceva danni su danni? Hanno tenuto la bocca chiusa per ordini di scuderia, fregandosene del bene di Impruneta".
Il Collettivo Giovani è un fiume in piena: "Sbucano, o risbucano, fuori tutti ora, senza presentare un minimo di programma o una qualche visione dell’Impruneta del futuro: nomi, solo nomi, tra reperti d’epoca e finti nuovi. Il Partito democratico di Impruneta non è più credibile, e pensiamo che non possa più guidare questo comune".
"Come Collettivo Giovani – sottolineano – auspichiamo che alle primarie Alessio Calamandrei non venga riconfermato, visto il suo fallimentare mandato di cui appare davvero difficile fare peggio".
"D’altra parte però – concludono – auspichiamo che i cittadini non si facciano ingannare di nuovo il prossimo 10 giugno: qualunque sarà il suo candidato, il Pd imprunetino è l’espressione di un modo incompetente di amministrare il nostro territorio, e non sarà l’ennesimo pseudo-rottamatore che potrà invertire la pessima rotta degli ultimi decenni".
di Redazione
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