IMPRUNETA – Sarà una campagna breve ma molto spigolosa quella che porterà alle primarie di domenica 29 aprile, che designeranno il candidato sindaco del Pd alle amministrative di Impruneta del prossimo 10 giugno.
La prima uscita del neo candidato Matteo Aramini sulla questione-scuole ha infatti subito acceso le micce all'interno del partito.
Un partito che, dicono i rumors, è ormai una sorte di "polveriera": fra coloro che avrebbero preferito un Calamandrei bis, senza primarie, e chi invece si è battuto fino all'ultimo sfiduciando il sindaco uscente. E riuscendo a ottenere questa sfida finale che si preannuncia tuttaltro che scontata.
Un Pd impruentino che a dispetto del motto "i panni sporchi si lavano in famiglia", ha fatto sbarcare subito sui social il disagio che sta vivendo in questa situazione. Insomma, una sorta di "streaming" (senza immagini ma solo a parole) di grillina memoria.
La miccia l'ha accesa il segretario comunale Stefano Bellacci, che in un post (scritto in forma privata ma trattante questioni del partito, delle primarie e del candidato che si oppone ad Alessio Calamandrei) critica pesantemente le parole di Aramini sulle scuole.
Lo fa riprendendo le parole con le quali Aramini ha, prima di tutto, annunciato la sua candidatura: "Con la responsabilità e la consapevolezza del passo fatto – esordisce Bellacci – lavoreremo con impegno seguendo dei principi fondamentali come il lavoro di squadra, la condivisione e l’apertura verso i cittadini. Questi saranno i punti fermi attraverso i quali analizzeremo tutte le questioni inerenti al nostro meraviglioso territorio. E’ finito il tempo della chiusura e della gestione personalizzata da parte di qualcuno. Dobbiamo voltare pagina e adesso possiamo farlo!".
Parole andate subito di traverso al segretario comunale: "Queste caro Matteo Aramini – scrive Bellacci – sono state le parole che hai usato per lanciare la tua candidatura…".
Ma il secondo round di Aramini, quello sulle scuole, gli è rimasto ancor più indigesto: "E alla prima uscita pubblica che fai? – dice ancora rivolto al candidato tavarnuzzino – Su un tema così importante per tutto il Partito democratico di Impruneta, come quello delle scuole, cambi la linea del partito senza parlarne con il partito stesso e senza aver mai, e ripeto mai, espresso questa posizione in nessuna delle tante riunioni fatte su questo tema".
"E se diventi sindaco e il Partito non è d’accordo su quanto hai proposto che si fa? – domanda provocatoriamente Bellacci – Non c’è che dire: un buon inizio".
A stretto giro (ovvero nei commenti) arriva la risposta di Ida Beneforti sindaco di Impruneta per due mandati (e presidente attuale dell'Arci Tavarnuzze), rimasta molto "coperta" in questi anni ma adesso in "quota Aramini". Assieme, pare, a molta "vecchia guardia" (compreso lo sconfitto delle primarie 2013 Marco Pistolesi).
"Il segretario del Pd – scrive Beneforti – si è alterato per la proposta di Matteo, che invece mi pare in linea con il confronto delle primarie, in cui i candidati presentano ai cittadini le loro idee e le loro proposte".
"Del resto – rimarca l'ex sindaco – non è stata messa in discussione la scelta della costruzione di un nuovo plesso a Impruneta, che per altro appare oggi di non facile realizzazione. Per questo sarebbe stato necessario un confronto con il partito".
"Matteo – rilancia – si è limitato a proporre una logica soluzione per la criticità in cui tutti ci troviamo: bisognerà pure dare una risposta alle legittime richieste dei genitori, visto che la materna è compressa nelle elementari da ben cinque anni e non si intravede una rapida soluzione".
"Matteo – conclude Beneforti – preferisce spendere su un edificio di proprietà piuttosto che su altre improbabili soluzioni. Mi risulta d’altra parte che anche il sindaco, logicamente, sia alla ricerca di una soluzione , senza per altro aver interpellato il partito".
di Matteo Pucci
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