BAGNO A RIPOLI – Sono passati cinque mesi da quando è scaduto l’avviso pubblico, in cui i proprietari immobiliari potevano esprimere le loro richieste di trasformazione urbanistica, "eppure, ad oggi, l’amministrazione comunale non vuole farne conoscere pubblicamente gli esiti, neppure alla competente commissione consiliare", scrive il gruppo di Cittadinanza Attiva che accusa l'avviso pubblico di aver fatto emergere "appetiti edificatori, derivanti dai soli interessi particolari dei singoli proprietari a valorizzare i loro terreni e non da un effettivo fabbisogno abitativo o da qualche altra esigenza di carattere generale".
Il gruppo Cittadinanza Attiva vorrebbe sapere ora a cosa serviranno le richieste e con quali criteri verranno esaminate e chiede un confronto con la giunta. che "ancora non ha manifestato la sua direzione per redigere il nuovo Piano Strutturale e Piano Operativo".
Cittadinanza Attiva ricorda che la formazione degli indirizzi urbanistici spetta al Consiglio e osserva che "la somma di tutti questi interessi particolari non dà un interesse collettivo e proposte di questo genere non possono essere accettate a meno che non corrispondano ad un reale fabbisogno abitativo della cittadinanza di Bagno a Ripoli, comprovato da studi effettuati dai competenti organismi; in caso contrario, si tratta di inutile consumo di suolo, teso ad attrarre popolazione da altri comuni e a soddisfare esigenze di mero guadagno".
In ogni caso, riteniamo necessario che l’eventuale procedimento di revisione debba mantenere la filosofia di fondo del Piano strutturale vigente, ovvero limitare il consumo di suolo privilegiando la valorizzazione ed il recupero dell’esistente, perché la popolazione è in calo, il mercato immobiliare è ancora stagnante con sovrabbondanza di alloggi vuoti e invenduti e la legislazione urbanistica regionale prevede consumo di suolo zero via via che i piani regolatori scadranno".
Cittadinanza Attiva osserva anche che "l’eventuale fabbisogno abitativo di cui tener conto deve essere solo quello dei soggetti più svantaggiati, incentivando l’immissione degli alloggi sfitti a canone concordato, effettuando interventi di edilizia sociale su terreni di proprietà comunale, evitando di costruire sulle sempre appetibili colline con il rischio di fare insediamenti dormitorio lontani dai servizi".
"Deve essere abbandonata la logica, rivelatasi fallimentare, del ‘costruire in tempi di crisi’ – continua il gruppo – in base alla quale viene concessa ai proprietari di alcune aree la possibilità di costruire, ottenendo in cambio la realizzazione di opere pubbliche, perché è assurdo legare le opere pubbliche alla cementificazione del territorio e alla disponibilità del privato, tanto che numerosi piani attuativi previsti non sono partiti perché i privati non li hanno trovati convenienti".
E ancora: "Lo sviluppo del territorio non deve comprometterne i tratti identitari fondamentali e deve salvaguardarne l’elevato pregio paesaggistico, sia in collina che in pianura e gli inteventi devono essere fatti per migliorare la qualità della vita e a preservarne la qualità ambientale a beneficio anche delle generazioni future".
Infine l'attacco più duro all'amministrazione: "Continuare ad usare il territorio per fini elettorali non ci sembra il più nobile degli intenti, di qualsiasi formazione politica si tratti. Tra l’altro, i risultati potrebbero essere deludenti, data la velocità di cambiamento, a cui stiamo assistendo nelle ultime elezioni: potrebbe esserci anche qualche piccola sorpresa, anche nel nostro monolitico comune".
di Redazione
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