IMPRUNETA – E' un Partito democratico di Impruneta letteralmente elettrico quello che si sta avvicinando alle primarie del 29 aprile, che metteranno di fronte il sindaco uscente Alessio Calamandrei e lo sfidante Matteo Aramini, per la scelta del candidato primo cittadino alle amministrative del 10 giugno.
Polemiche, battute feroci, visioni diverse, mal sopportazione del percorso deciso. Tanti i fattori che stanno portando a confronti diretti, ma anche sui canali social, al vetriolo.
L'ultima uscita, in ordine di tempo, è del segretario comunale Stefano Bellacci, che si dice "costretto a rispondere a Matteo Aramini che, fra le altre cose che per adesso non commenterò, dice: "Io credo che il Segretario comunale del Partito democratico di Impruneta, Stefano Bellacci, che non perde occasione per attaccare il sottoscritto e per sostenere invece la campagna elettorale di Calamandrei, fuggendo dal suo ruolo sopra le parti, avrebbe fatto meglio e farebbe bene invece ad occuparsi con più attenzione di questi temi"".
"A parte il fatto – rimarca Bellacci – che ho solamente pubblicato un post, direi molto pacato, di 15 righe in cui ho espresso la mia opinione e spero che questo mi sia permesso. Ma l’accusa di parzialità che mi viene rivolta è piuttosto grave e quindi rispondo in maniera molto netta e schematica".
"Si ricorda Aramini – inizia – chi c’era cinque anni fa insieme a lui a sostenere legittimamente Marco Pistolesi? Se non se lo ricorda posso farlo io: c’era tutto il partito a cominciare dall’allora segretario Dino Lotti. Allora andava bene e oggi no?".
"Se io avessi fatto il segretario di parte nell’Unione Comunale – sottolinea ancora – la componente che lo appoggia non avrebbe certamente 13 membri, ma al massimo, considerando le posizioni dei nostri iscritti, sarebbero stati 7 o 8; quindi non ci sarebbe stato nessuno stallo nell’Unione Comunale e adesso non staremmo a discutere di primarie, ma avremmo già iniziato la campagna elettorale a sostegno del sindaco Calamandrei. Ho favorito questa composizione dell’Unione Comunale nell’intento e nella speranza di una posizione unitaria del partito. Oggi posso dire di aver sbagliato".
"Se io avessi fatto il segretario di parte – conclude – avrei applicato lo statuto del nostro partito e di nuovo non saremmo a discutere di primarie, ma saremmo a fare campagna elettorale per il sindaco Calamandrei. L’intento era lo stesso del punto precedente e purtroppo anche il risultato. Sul resto, anche sul volantino che mi è capitato fra le mani, per adesso non commento, ma è probabile che mi toccherà a farlo".
di Matteo Pucci
© RIPRODUZIONE RISERVATA
























