IMPRUNETA – E' un Matteo Aramini che, per usare un tono molto sfumato, è quanto meno aggressivo nei confronti del sindaco uscente Alessio Calamandrei.
In una campagna verso le primarie del 29 aprile che l'ex presidente della Pro Loco di Tavarnuzze ha strutturato in un modo molto semplice: attacco frontale a tutto campo.
Aa quella parte del partito che sostiene Calamandrei (in primis il segretario comunale Stefano Bellacci); attacco frontale al sindaco sulla sua gestione di questi cinque anni.
Tanto che, in molti passaggi, sembra quasi che si sia di fronte a una campagna elettorale vera e propria, fra partiti e coalizioni diverse, invece che una competizione interna allo stesso partito.
L'ultimo capitolo dell'attacco a tutto campo di Aramini è sulle manutenzioni: "Inutile – scrive il candidato sui suoi canali social, diventati la "testa di ponte" della sua offensiva – vantarsi di non aver acceso alcun mutuo se poi il paese va in malora divorato dal degrado".
Insomma, come si dice in gergo calcistico… non la tocca proprio piano Aramini: "Un sindaco – chiarisce caso mai ce ne fosse ancora bisogno – non è un ragioniere! Forse sarebbe stato opportuno non soltanto sprecare meno soldi (con 7 soli e 7 lune varie), ma anche valutare, pur scontrandosi con i dirigenti, l’accensione di un piccolo mutuo per intervenire con tempestività sulle manutenzioni più urgenti, sul decoro urbano e soprattutto sull’ampliamento e cura dei cimiteri".
"Mi consulterò con i cittadini su tutte le decisioni – annuncia – soprattutto su quelle più delicate, ma voglio ripartire dalle cose concrete".
di Matteo Pucci
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