Grassina, emozioni mai vissute: Prima Comunione nel campo sportivo

Una location unica per i 37 bambini che domenica 3 giugno hanno ricevuto il Sacramento. I commenti e le immagini

GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – Il prato verde e morbido, i gazebi bianchi, le lanterne e  i girasoli usati per l’allestimento.

 

E un caldo sole a sciogliere gli ultimi timori degli organizzatori (e non soltanto) hanno abbracciato i trentasette bambini della parrocchia di San Michele Arcangelo di Grassina che, domenica 3 giugno, hanno ricevuto il sacramento della Prima Comunione in un’ambientazione del tutto insolita.

 

Il campo da calcio del circolo Acli vicino alla chiesa. Letteralmente raggianti di luce con i loro abiti bianchissimi, i piccoli riflettevano tutta l’emozione del momento. accolti in una cornice informale quanto solo un campo di calcio può esserlo,ma trasformato per l’occasione in una bellissima e solenne location grazie a tutte le persone che avevano lavorato affinché risultasse così.

 

LE COMUNIONI… IN CAMPO – Veduta dall'alto

 

Anche i cartelloni con i lavori dei bambini, appesi come panni stesi ad asciugare al sole, svolazzavano creando un morbido effetto.

 

Visibilmente soddisfatto don James Savarirajan, il parroco. il giorno dopo ci racconta com’è andata: “Oggi posso essere soddisfatto del risultato perché tutto è andato bene. Fino all’ultimo momento avevamo alcune incertezze dovute all’imprevedibilità del tempo, soprattutto, ma temevamo anche che qualcos’altro potesse andare storto rovinando questa giornata così importante per le famiglie dei nostri bambini”.

 

“Invece – ci confessa – anche alcuni nonni mi hanno chiamato proprio oggi per ringraziarmi dicendo che tutto è stato bellissimo ed emozionante. Come dovrebbe essere”.

 

Come dice più volte, è stato lui a proporre un cambiamento. Ma dietro c’è stato tanto lavoro, che ha dimostrato il senso della comunità, quanto le persone insieme riescano con la volontà a costruire qualcosa.

 

“E’ venuto bene – sottolinea il sacerdote – perché tutti sono stati insieme. I genitori hanno collaborato fin dal pomeriggio del giorno prima per aiutare nell’allestimento a fianco delle persone che, per conto del circolo Acli, sono venute a dare una mano. Oltre ai ragazzi dell’Albor che sono stati fondamentali mettendosi completamente a disposizione".

 

"Naturalmente – dice ancora – Federica e Chiara, le catechiste, che hanno guidato i loro bambini tutto l’anno ed hanno curato nei minimi dettagli per mesi questo giorno”.

 

EMOZIONI – Dalla chiesa… verso il campo sportivo

 

L’idea non è nata solo per ovviare ai problemi di spazio che sarebbero sorti nel celebrare la Prima Comunione per un numero così alto di bambini in chiesa: “Una funzione sacra celebrata all’aperto – dice ancora don Savarirajan – può accogliere e avvicinare anche coloro i quali si sentono condizionati dall’entrare in una chiesa. Durante la celebrazione ho visto la collaborazione e la massima concentrazione da parte dei presenti, nonostante fossimo fuori dalle mura di una chiesa. Che possa essere questo un incoraggiamento a fare sempre di più vivendo la comunità intorno alla chiesa, assumendo una responsabilità laicale e non clericale”.

 

Anche tra i genitori i giudizi sono stati più che positivi. Silvia, la mamma di Marta, ci dice: “Per me è stato meraviglioso, l’atmosfera suggestiva  ha reso noi genitori molto attenti e partecipi, senza il via vai che sarebbe potuto crearsi. Anche l’audio è stato perfetto fino alla fine permettendoci di seguire bene tutta la cerimonia. Era molto caldo, è vero, ma sotto i gazebi si stava meglio”.

 

Anche Cristiana, mamma di Giovanni, conferma l’emozione provata e la sorpresa di quanto tutto fosse stato curato: “Da subito mi piacque l’idea: ero curiosa di vedere come sarebbe stato l’allestimento, ero sicura che ci avrebbero stupito. Devo dire che è stato ancora più bello e coinvolgente di quanto potessi immaginare”.

di Silvia Rabatti

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