BAGNO A RIPOLI – Una vera persecuzione per un uomo di 74 anni, pensionato. Una persecuzione messa in atto da chi aveva più vicino, il figlio 46enne.
Ultimo capitolo di questo percorso di dolore ieri, domenica 22 luglio, quando verso le 19.30 i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Firenze hanno tratto in arresto per maltrattamenti in famiglia un cittadino italiano.
S. A., di Bagno a Ripoli, classe 1972, disoccupato, già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici.
L’autore dei maltrattamenti, in stato di ubriachezza, era stato trasportato presso l’ospedale Santa Maria Annunziata per un malore. E perché necessitava di una medicazione alla mano per una ferita procuratasi giorni addietro.
Chiamato il padre convivente, un uomo del posto, classe 1944, pensionato, affinché lo raggiungesse al nosocomio, al suo arrivo, ancora in balia degli effetti della sbronza, il figlio iniziava ad ingiuriarlo, minacciarlo nonché colpirlo con schiaffi e pugni.
I sanitari che assistevano alla scena, stante la pericolosità della persona, subito richiedevano l’intervento delle forze dell’ordine tramite il 112.
Sul posto una pattuglia del Nucleo Radiomobile di Firenze che, identificate le parti, ricostruiva l’accaduto, acquisendo ulteriori elementi circa le reiterate violenze che il padre aveva dovuto subire dal figlio negli ultimi tempi.
Quest’ultimo, infatti, affetto da problematiche connesse con l’alcolismo, solo nell’ultima settimana, per ben tre volte, aveva aggredito l’anziano padre, che era stato costretto a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine, pur non volendo presentare formale denuncia/querela.
Ieri però, esasperato, l’uomo, pur non volendosi far refertare nonostante gli evidenti lividi sul volto, ha deciso di denunciare il figlio in quanto la situazione non era più sostenibile e non riusciva più a far fronte alle continue sopraffazioni a cui era costretto.
Tra l’altro emergeva che già nel 2010 il figlio era stato arrestato per maltrattamenti sempre nei confronti del padre. Sentito il pm di turno, il 46enne è stato condotto in stato di arresto direttamente al carcere di Sollicciano in attesa della convalida da parte del giudice.
di Redazione
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