GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – "La variante di Grassina sembra ormai come la tela di Penelope: non la si disfa la notte, ma certamente, dalla posa della prima pietra, la tela, pardon la variante, non ha mostrato di crescere come avrebbe dovuto".
Sul tema dei lavori della variante di Grassina interviene il gruppo “Per Una Cittadinanza Attiva" che non risparmia critiche sulla gestione dei cantieri.
"Ancora una volta – scrive il Gruppo – dobbiamo accontentarci di notizie che apprendiamo da fonti esterne ai livelli istituzionali, dimostrando come sia carente la trasparenza dell’informazione a Bagno a Ripoli".
"Di fatto, le istituzioni interessate non ci hanno ancora spiegato ufficialmente con chiarezza le ragioni di questo arresto dei lavori e sostituzione dell’impresa Sirem aggiudicataria dell’appalto – prosegue – Da quello che traspare viene da pensare si tratti di uno scherzo ritardato del 1° d’aprile 2017, quando fu messa la prima pietra".
"Il sindaco Casini afferma che “la ditta si è rivelata non in grado di realizzare il lavoro”: è molto grave. – va avanti l'analisi di Per Una Cittadinanza Attiva – Ma chi aveva scelto questa ditta? E com’è possibile accorgersene dopo 14 mesi? Invece, il direttore metropolitano dei lavori della variante, ing. Ferrante, sottende la supposta inadeguatezza della ditta parlando degli effetti, cioè l’accumulo di ritardi inconcepibili".
"L’inadeguatezza della ditta da cosa può dipendere? – si domanda il gruppo “Per Una Cittadinanza Attiva" – Forse perché facente parte in qualche modo di un Consorzio cooperativo nel frattempo non più solido? Oppure sarà una questione economica della Città metropolitana, come ipotizza il Presidente della Sirem, Messori, in un’intervista, secondo il quale sarebbe stato trovato un capro espiatorio per non dover poi ammettere che, per fare questa variante, non ci sarebbero finanziamenti sufficienti?"
"Purtroppo – conclude – ancora una volta costatiamo che le amministrazioni di Bagno a Ripoli, e questa non fa eccezione, non contano nulla, quando hanno a che fare con livelli istituzionali superiori. Assecondano qualsiasi scelta come fosse l’ultima spiaggia sempre e comunque. Ne sono la dimostrazione la questione Mondeggi, la terza corsia e il tombamento dell’Isone, il viadotto di Vallina, villa Pedriali, le Gualchiere di Remole e ora si continua con questa Variante alla Chiantigiana. Ultima questione è che gli interventi previsti dal Regolamento Urbanistico nella ex fornace della Capannuccia sono per il momento subordinati alla realizzazione della Variante".
di Redazione
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