BAGNO A RIPOLI – Continua il botta e risposta pubblico, a Bagno a Ripoli, fra Partito democratico e Liberi e Uguali, iniziato con le (pesanti) critiche di LeU alle modalità con le quali il Pd ripolese ha comunicato la ri-candidatura del sindaco uscente Francesco Casini.
Critiche alle quali lo stesso Pd ha risposto dicendo di essere "incredullo, sbalordito e molto dispiaciuto" per le dichiarazioni di LeU.
LeU che con la sua coordinatrice a Bagno a Ripoli, Eleonora Padula, ribatte punto su punto: "Il Pd – dice Padula – reagisce in maniera scomposta e finisce per distorcere la verità dei fatti".
"Non è vero – riprende – che da settimane era avviato il confronto programmatico, perché la prima riunione era fissata proprio per i prossimi giorni (7 novembre). Non è vero che la ricandidatura automatica di Francesco Casini era stata accettata come la precondizione del dialogo. Non è nemmeno vero che abbiamo posto un veto preliminare su quel nome".
"Il problema – rimarca Padula – è di riconoscimento reciproco tra forze diverse: evidentemente il Pd, soprattutto con l'assemblea dell'altro giorno ma anche con episodi precedenti, ritiene di negare agli altri tale riconoscimento".
"Ricordiamo – specifica Padula – che Liberi e Uguali, pur disponendo di tre consiglieri comunali, non esprime alcun assessore, né mai ne ha chiesto uno. Il gruppo formatosi in corso di consiliatura, ha sempre dato i suoi voti attenendosi al programma elettorale risultato vincitore nel 2014. A maggior ragione, dunque, c'era bisogno di uno sforzo paziente e unitario per fare un bilancio di questi anni, valutare le luci e le ombre e verificare le condizioni di un'alleanza alle prossime amministrative".
"Questo è l'ABC della politica – conclude – e il Pd non può fingere di ignorarlo, chiamando in causa necessità procedurali che ovviamente lo statuto dello Pd stesso non prevede. Perché nessuno statuto di partito può prevedere di imporre il proprio candidato a una coalizione da costruire!".
di Matteo Pucci
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