Urbanistica in crisi e territorio da salvaguardare: dove va Bagno a Ripoli?

E' la domanda alla base del convegno che si svolgerà il prossimo 14 settembre in bilbioteca comunale

BAGNO A RIPOLI – "Il Circolo Legambiente di Bagno a Ripoli crede che un atto molto importante come la revisione e l’adeguamento degli strumenti urbanistici ai nuovi e importanti atti pianificatori regionali abbia bisogno di un minimo di approfondimento e di inquadramento delle problematiche connesse soprattutto da parte dei cittadini e dei loro rappresentanti in consiglio comunale. Per questo l’incontro del 14 settembre, a cui ha acconsentito  di partecipare il sindaco Francesco Casini, che ringraziamo, e altri esperti in materia, sarà soprattutto orientato a fare il punto sulla evoluzione della situazione pianificatoria in generale e su quella locale in particolare".

 

Lo dice Pierfilippo Checchi, presidente del Circolo di Legambiente Bagno a Ripoli, presentando "Crisi dell'urbanistica e salvaguardia del territorio: dove va Bagno a Ripoli?", la tavola rotonda-convegno organizzata per il prossimo 14 settembre in biblioteca comunale (dalle 16.30)

 

"Nel 2017 – ricorda il circolo ripolese di Legambiente – il Comune di Bagno a Ripoli si trovava con un Piano Strutturale approvato nel luglio 2011 ed un Regolamento Urbanistico e alcune varianti al P.S. approvate nell’aprile 2015, dopo un lungo iter di studio e di consultazione della popolazione durato quasi dieci anni, a cui aveva partecipato anche l’attuale sindaco nella veste di assessore".

 

"L’elaborazione di questi strumenti urbanistici – ricorda – era avvenuta in stretta sintonia con la Regione Toscana che in quel periodo stava elaborando la nuova legge regionale sul governo del territorio (L.R. n.65/2014) e predisponendosi all’approvazione del piano paesaggistico regionale ad integrazione del piano di indirizzo territoriale (PIT), avvenuta nel giugno 2015. Il Piano Paesaggistico contiene obiettivi, orientamenti e direttive per la pianificazione comunale, nonché l’obbligo di conformazione o adeguamento per gli strumenti vigenti".

 

"Questo circolo – rimarcano da Legambiente – ritiene che l’approvazione del Piano Paesaggistico Toscano ( che insieme a quello della Regione Sardegna e Puglia sono gli unici vigenti approvati in base al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio in Italia) costituisca un passo molto importante verso una cultura del territorio che prenda in considerazione tutti gli aspetti del suo governo e non solo quelli edilizi".

 

"Nell’aprile del 2017 – prosegue Legambiente – la giunta comunale esprime internamente la volontà di procedere alla “revisione degli strumenti di pianificazione generale” e l’8 giugno dello stesso anno, considerato che “la disciplina del PIT, nelle more di adeguamento degli strumenti di pianificazione comunale, ha introdotto ulteriori norme transitorie rispetto a quelle di legge che, in assenza di conformazione, impongono l'adeguamento delle varianti urbanistiche che interessano beni paesaggistici, con appesantimento dei procedimenti che si pongono in variante al RUC”, delibera “di approvare l’avviso pubblico per l’invito della cittadinanza alla presentazione di proposte per la promozione e lo sviluppo del territorio e per la riqualificazione urbana, nell’ambito del procedimento di revisione degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica…”. Gli esiti della consultazione non sono resi pubblici né inviati ai consiglieri".

 

"Tutto ciò – critica Legambiente – senza coinvolgere e neppure informare il consiglio comunale ai cui spetta la competenza di indirizzo e poi di controllo in materia di piani territoriali ed urbanistici. Viene messo in piedi un ufficio del Piano e stabilito dalla giunta un cronoprogramma dei lavori che prevede la presentazione in consiglio comunale del documento di avvio del procedimento e la sua approvazione entro il novembre 2018. Gli altri atti pianificatori – illustrazione pubblica della proposta, la presentazione ufficiale e l’adozione – sono rinviati alla nuova amministrazione che verrà eletta nel 2019".

 

"Noi – annunciano – pensiamo che possa essere venuto il momento di orientarsi non tanto verso un ridotto consumo del suolo ma verso un consumo zero senza necessariamente mortificare una attività edilizia che può essere diretta verso la manutenzione, la riorganizzazione edilizia e urbanistica, l’adeguamento energetico e sismico del patrimonio esistente".

 

"L’Italia – concludono – è il Paese che ha la maggiore biodiversità fra tutti gli altri paesi europei ma anche una ridotta % di terreno coltivabile ad alta resa: la perdita di terreno naturale ha quindi un costo sociale molto alto. Un occhio anche alla demografia: nel 2015 in Italia ci sono stati 647.000 decessi contro 485.000 nascite (saldo negativo di 161.000 unità). Bagno a Ripoli alla fine del 2017 contava 25.483 abitanti con una densità abitativa di 344 ab/Kmq. Negli ultimi tre anni –  2015, 2016, 2017 – la popolazione è diminuita di 217 unità".

di Redazione

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...