POGGIO CASCIANO (BAGNO A RIPOLI) – Si inizia mercoledì 20 giugno. Si prosegue per tutta l'estate, con il calendario che trovate qua sotto, fino al 26 settembre. Ma anche oltre.
Con un progetto, Ruffino Cares, che parte dal vino per parlare di bere responsabile, di educazione. Ma anche di eros, di teatro, della toscanità, di immigrazione.
Aprendosi dal cuore di Firenze, da piazza dei Tre Re, con una serie di incontri (gratuiti, posti limitati), "The Wine Talks", nei quali attorno a un calice di vino si svilupperanno riflessioni, suggestioni. In modo conviviale, easy. "Ruffino style" insomma.
Ce ne parla, da Poggio Casciano, sulle colline che da Bagno a Ripoli guardano al Chianti, Francesco Sorelli, ideatore e responsabile del progetto. Che ha in Helen Farrell (The Florentine) e Tommaso Rosa (Comune di Firenze), altri due elementi fondamentali.

"Da diversi anni – inizia a raccontare Sorelli – da quando c'è Constellation Group, temi come quello della Corporate Social Responsability (CSR) per noi di Ruffino sono diventati molto importanti. Anche in Italia, mentre negli Stati Uniti accadeva da tempo, tutte le grandi aziende si sono organizzate per svilupparla".
Di cosa parliamo?
"Di un serie di iniziative che non hanno come finalità il business, ma obiettivi di tipo sociale. Nel caso di Ruffino basandosi su tre pilastri: il bere responsabile; il "giving back", ovvero restituire un qualcosa al territorio sul quale operiamo; la produzione il più possibile sostenibile. Dalla coltivazione all'utilizzo di fitofarmaci naturali, dalla depurazione dei reflui al loro ri-utilizzo, dagli imballaggi all'imbottigliamento".
Un'attività meritoria, che però rischia di rimanere sotto traccia…
"Si è pensato di dare dignità di comunicazione a questo mondo, mettendo in evidenza i tre pilastri con "Ruffino Cares", con un logo che ricalca l'identità di Ruffino, in verde, con un cuore fatto da tre parti che rappresentano proprio questi tre ambiti di riferimento".
Da qui come si è arrivati a Piazza dei Tre Re?
"Per quest'anno la prima edizione l'abbiamo dedicata al tema del bere responsabile, lavorando insieme al Comune di Firenze. Perché Firenze (come altrove) c'è qualche problema sul consumo irresponsabile di alcol, in particolare fra studenti e turisti (ma non solo). L'obiettivo di fondo è cercare di far capire a tutti che non vogliamo fare una campagna coercitiva o repressiva; vogliamo solo cercare di proporre un evento molto articolato, che faccia capire che per noi italiani il bere è… naturalmente responsabile".
Si spieghi meglio.
"Siamo figli degli etruschi, che hanno fatto della convivialità il cardine del consumo. Vogliamo ritrovare così il vino, le sue radici toscane. Ancorare il vino alla cellula fondante della nostra civiltà, a un significato alto di politica, ovvero di capacità italiana (e toscana) di sapersi aggregare in maniera molto evoluta. Una maniera che ci invidiano in tutto il mondo".
Affascinante e complesso allo stesso tempo. In periodi come questi poi, di semplificazioni e slogan facili da digerire, che vanno dritti alla pancia…
"Su questo concetto abbiamo voluto investire, inventandoci tutto: dal logo, un cuore… al luogo, un cuore a sua volta. Abbiamo individuato così piazza dei Tre Re. Lì facciamo degustazioni di questo tipo, ovvero chiacchierate attorno a un calice, sul modello del convivio filosofico. Tratteremo una cosa seria divertendosi. Tutti i mercoledì d'estate a partire dal 20 giugno: i abbiamo chiamati, mutuando un termine anglosassone, i #winewednesday".
Che però, ci pare di aver capito, non si fermeranno alla piazza.
"In piazza dei Tre Re ci saranno delle biciclette, che rappresentano lo strumento con cui andiamo a spiegare il nostro modo di essere civiltà all'interno della città. Andiamo a cercarlo il pubblico con cui vogliamo parlare, intercettandolo anche, ad esempio, negli eventi di musica per il grande pubblico (MusArt, Florence Jazz Festival, Florence Folk Festival, ma anche la nostra Cookstock a Pontassieve). Sulla bici ci saranno panieri con materiale in cui spieghiamo perché è altamente consigliato bere in maniera responsabile; proporremo dei giochi, ad esempio facendo indossare dei visori che simulano lo stato di ebbrezza. Distribuiremo magliette, gadget, regaleremo degli etilometri. Insieme a una formatrice educata ad affrontare le tematiche di responsible drinking e capace, allo stesso tempo, di parlare di vino come molecola della civiltà".
Fino alla fine di settembre ma… non solo giusto?
"Alla fine dell'estate non ci fermeremo: proseguiremo all'Università di Firenze e nelle varie Università americane in ottobre, con degustazioni organizzate per gli studenti. Ci saranno la parte digitale e quella artistica: molti degli artisti coinvolti nei concerti fiorentini saranno testimonial dell'iniziativa con l'hashtag #ruffinocares. Insomma, seguiteci: sui social e… in città!".
di Matteo Pucci
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