GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – E' stato avvicinato da un signore che spacciandosi per un vecchio amico lo ha cordialmente salutato abbracciandolo e derubandolo della collana d’oro che aveva al collo.
L'episodio ai danni di un anziano signore che vive da solo è avvenuto, a soli due giorni dal furto subìto in casa dalla signora Ninetta, nella zona di via Buozzi a Grassina.
Era il primissimo pomeriggio di venerdì 29 giugno: “Questo tipo, ben vestito che parlava italiano, è sceso da una grossa auto moderna guidata da un altro signore”, ci racconta Piero quando dopo alcune ore lo incontriamo a casa sua.
“Sono arrivati ed hanno avvicinato l’auto alla recinzione del giardino – continua – senza parcheggiarla, è sceso questo uomo anche lui di mezza età anche se un po’ più giovane di me ed ha cominciato a chiedermi come stavo. Ha detto che era tanto che non ci vedevamo chiedendomi anche di mia moglie e chiedendomi se ricordavo quando anche lui stava in questa zona senza però specificare niente E’ entrato dal cancello in giardino e ha continuato a dirmi che passava di qui per caso facendomi anche altri discorsi. Poi mi ha salutato dandomi la mano, mi ha abbracciato è risalito in auto e sono ripartiti”.
Un breve episodio che non ha convinto Piero, persona attiva e energica per la sua età, suscitando in lui fin dagli istanti subito successivi il sospetto a tal punto da chiamare i carabinieri. Questi chiedendogli dettagli sull’accaduto lo hanno fatto accorgere che gli mancava al collo la sua collana d’oro.
Una tattica di raggiro che è stata notata anche da una vicina di casa che stava rientrando, apparendole in un primo momento del tutto normale fino a che il signor Piero non le ha riferito quello che era successo.
“Sono stati circa dieci minuti ma non mi ha mai chiamato per nome – prosegue arrabbiato Piero – Sono rientrato in casa ed ho chiamato i carabinieri e dalle loro domande mi sono accorto del furto che avevo subito. Dopo poi da Firenze, come mi avevano anticipato telefonicamente, è stata mandata qui una pattuglia e nuovamente ho spiegato loro quello che era successo”.
“La mia collana era stata fatta in maniera artigianale da alcuni amici orafi del centro storico di Firenze”: le parole di Piero sono piene di rabbia e senso di sconforto per essere stato ingannato in casa sua e derubato di un oggetto prezioso che aveva anche un valore affettivo.
di Silvia Rabatti
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