Grassina: super pubblico alla casa del popolo per il libro di Marco Malvaldi

Tantissima gente alla presentazione di "A bocce ferme", del giallista pisano di... quelli del BarLume

GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – E’ stato necessario aggiungere sedie a quelle già sistemate man mano che le persone arrivavano, per un totale di circa duecento spettatori.

 

Nella sala della casa del popolo di Grassina domenica 28 ottobre la presentazione dell’ultimo libro dello scrittore Marco Malvaldi, organizzata da "Libri & Giornali" di Tania Borrani e introdotta dalla giornalista del Gazzettino del Chianti Silvia Rabatti, con la partecipazione dell’attore Sergio Forconi, ha riscosso un grande successo. 

 

“Accidenti quante persone” è stata la prima esclamazione del giallista pisano appena entrato nella sala alla vista di tutte quelle persone che lo stavano  aspettando.

 

DA SINISTRA – Silvia Rabatti, Marco Malvaldi, Tania Borrani, Sergio Forconi

 

Proprio a loro, con una spontanea disponibilità, si è dedicato per le due ore successive raccontando del suo ultimo libro uscito “A bocce ferme”, edito Sellerio, e di tutti quelli precedenti diventati ormai già successi nazionali, oltre della miniserie televisiva I delitti del BarLume,  e delle rappresentazioni teatrali della "Briscola in Cinque" e "La carta più alta", con l’amico Sergio Forconi tra gli attori.

 

Malvaldi ha raccontato con la comicità di un cabarettista da dove nascono le storie. E da dove  prende spunto per i personaggi, soprattutto in merito ai quattro vecchietti detective protagonisti della maggior parte dei suoi gialli.

 

“Dalla realtà che ci circonda – ha detto – in cui non è necessario inventare nulla, piuttosto osservarne le personalità e trasportarle in una storia inventata o suggerita. Molti dei personaggi dei miei libri li ho conosciuti veramente, come il proprietario del BarLume, Massimo, che ho creato dopo che davvero mi era capitato di incontrare un barista… alternativo in un barettino vicino a dove abito sul litorale della costa Toscana”.

 

Ha raccontato della sua famiglia, dal bisnonno al nonno che vinse la gara di bestemmie, passando per uno zio prete.

 

Di uno scherzo goliardico fatto dal padre all’interno dell’Università di Pisa negli anni caldi del Sessantotto, che gli costò l’espulsione; dei nomi scelti per i suoi personaggi ben meno fantasiosi della realtà.

 

 

“Scrivo ambientando le storie in luoghi che ben conosco – ha detto -perché sono convinto che solo così tutto possa essere credibile a chi legge, senza apparire costruito e forzato”.

 

E ci riesce, perché lui stesso viene dalla provincia dove si conoscono tutti, le giornate trascorrono con una normalità che sa di paese. E dove si respira quotidianità popolare.

 

“Il vocabolario usato da uno scaricatore di porto – ha sottolineato Malvaldi – chissà come mai si fa sempre questo esempio, fa meno ridere di qualche parolaccia  usata in un contesto perbene dove chi la dice solitamente non lo fa. Strappa sorrisi, produce un effetto ironico e rende più umani i personaggi”.

 

Non a caso insieme all’amico grassinese hanno ricordato e riproposto vecchie battute del film “Berlinguer ti voglio bene”, girato in diverse case del popolo di Prato con un giovane Sergio Forconi, oltre a Carlo Monni ed un giovanissimo  Roberto Benigni, che si esprimevano in dialetto popolare e in un linguaggio non privo di parolacce sui temi che erano dibattito vivo in quegli anni.

 

Tante domande a cui lo scrittore ha risposto con brillantezza e disinvoltura facendo scivolare via il tempo, citando con onore il grande Andrea Camilleri che ha "sdoganato" il dialetto. E che come lui scrive solo di luoghi circoscritti in una manciata di chilometri.

 

Ha parlato di quanto importante sia stata la sua formazione scientifica di chimico e quanto sia sbagliato pensare che il greco o la filosofia non siano più importanti da studiare. Nessuna anticipazione strappata sull’evoluzione del rapporto tra il personaggio Massimo e la fidanzata Alice nel BarLuma.

 

“Come ho conosciuto la Sellerio ? Solo loro mi risposero quando inviai il mio primo romanzo a più case editrici. Una questione di…”  fortuna, intendeva.

 

Racconta che i suoi compagni all’interno dello studio dove scrive sono tre avvocati ed uno psicoterapeuta: “Utilissimi quando voglio sapere come vanno certe cose”.

 

Della moglie e del figlio Leonardo, chiamato così perché “tutti i Leonardo che conosco sono simpatici”.

 

Una mente frizzante, con una fantasia vivace, che ha reso la serata piacevole confermando le aspettative dei numerosi lettori arrivati per ascoltarlo, ringraziandolo per essere così naturale come avevano percepito dai suoi romanzi.

 

“E’ stato un privilegio poterlo ospitare a Grassina – ci ha raccontato Tania, l’artefice dell’evento – “E’ uno scrittore famoso e molto richiesto ed ha accolto il nostro invito, compatibilmente con i suoi numerosi impegni, con estrema disponibilità. Ne siamo veramente felici”.

di Redazione

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