Mondeggi, “Finchè c’è occupazione non ci può essere dialogo”

La Città Metropolitana parte civile nel processo contro le persone che da 4 anni occupano le case coloniche

MONDEGGI (BAGNO A RIPOLI) – A Mondeggi è in corso una tre giorni organizzata da Genuino Clandestino sul tema dell'utilizzo della terra e nel pomeriggio di ieri si è svolta una manifestazione nel centro di Firenze per ribadire il no alla vendita dei terreni di proprietà della Città Metropolitana che risponde attaccando gli occupanti della "Fattoria senza padroni".

 

"Non è possibile interloquire costruttivamente con gli occupanti finché permane una situazione di illegalità e di attività abusiva  – spiega Benedetta Albanese, consigliera della Città Metropolitana delegata al Patrimonio – La Città Metropolitana è sempre stata ed è aperta al dialogo con chiunque, a condizione che siano utilizzati gli strumenti che, per legge, sono affidati alla Pubblica amministrazione e ai cittadini".

 

La Città Metropolitana di Firenze si è costituita parte civile nel procedimento penale nei confronti di persone che occupano abusivamente, dal giugno del 2014, tre unità immobiliari di Villa Mondeggi Lappeggi facenti parte della colonica "Cuculia" e di due ulteriori unità immobiliari della colonica "Case Ranieri", l'una inserita nel patrimonio disponibile dell'ente e l'altra bene demaniale vincolato.

Agli occupanti è stato contestato anche l'allaccio abusivo alla rete per riattivare i servizi di fornitura di energia elettrica ed acqua sulle utenze ubicate presso la colonica denominata "Cuculia". E la Città Metropolitana paga le bollette degli occupanti. 

 

L'occupazione, infatti, nonostante le diffide e le denunce da parte della Città Metropolitana, si è consolidata e rinforzata nel tempo estendendosi anche ad altri beni immobili (fabbricati, e terreni) della Villa di Mondeggi che ancora non rientrano nel procedimento penale in corso.

"E' stato peraltro coinvolto un numero crescente di occupanti abusivi, organizzati – sia nella vendita al pubblico dei prodotti derivati dalle coltivazioni dei terreni occupati che nell'allestimento di eventi e manifestazioni sociali, portati avanti con una parallela azione di discredito della struttura pubblica sia sui media che nei social – attacca ancora la Città Metropolitana – il danno è indubbiamente identificabile nella perdita di chance di un impiego fruttifero dei beni, come dimostra il tentativo di vendita delle quote della società andato deserto oppure la desistenza dall'affidare a terzi la raccolta delle olive e ciò proprio a causa dell'occupazione in corso".

 

"Inoltre, a fronte dell'utilizzo dei beni, gli occupanti non hanno mai corrisposto all'ente alcuna indennità di occupazione, configurando in tal modo un ingiustificato arricchimento in danno all'ente ed alla collettività poiché si tratta di somme pubbliche".

di Redazione

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