GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – Il territorio chiantigiano e delle colline fiorentine, con i suoi colori, i profumi e i panorami rurali che lo contraddistinguono resta negli occhi dei turisti che lo visitano e nel cuore di chi lo abita o lo ha abitato.
I prodotti di questa terra, frutto di un antico sapere contadino, sono ormai apprezzati in molte parti del mondo grazie anche a chi ha provato a esportarli valorizzandoli come meritano.
I coetanei Andrea Pagliai e Filippo Bucchino si conoscono da anni e coltivano la stessa passione, anche se in luoghi e forme diverse. Il primo, grassinese, cura e rivalorizza terreni abbandonati, restituendo loro nuova dignità e ricavandone con la sua azienda ripolese Olivart prodotti per il mercato.
L’altro fiorentino di nascita prova a diffondere in un mercato privato fatto di amici e conoscenti in Canada, dove risiede ormai da tantissimi anni, dopo essere passato dall’Africa e dal sud America, quello che è una delle eccellenze del territorio chiantigiano: l’olio.
Una passione quella di Filippo, condivisa con il padre grazie al quale conobbe Andrea, che lo portò a diventare sommellier d’olio e attuale responsabile dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Olio di Oliva canadese tornando così in Italia almeno una volta all’anno. Fortemente legato alle abitudini e alle tradizioni italiane insieme ad Andrea ebbe modo di assistere alla raccolte delle olive e alla frangitura.
Conoscere meglio quello che c’era dietro ad una bottiglia di olio lo fece decidere che avrebbe anche potuto importare il prodotto principe delle nostre campagne trasmettendo altrove un messaggio di territorialità e di sostenibilità di cui Andrea era testimone.
Ha creato così un brand e per farlo conoscere a Toronto, dove vive, organizza delle serate di presentazione e degustazione con amici, incontri ai quali recentemente ha voluto che anche Andrea fosse presente invitandolo con la famiglia.

Le serate di degustazione a Toronto
“E’ stata proprio una bella esperienza. Toronto è una metropoli interessante, modernissima e freddissima. Alla loro frenesia non siamo abituati – racconta Andrea al suo rientro – Abbiamo assistito all’interesse che le persone hanno dimostrato per un prodotto che rappresenta la nostra terra, mi sono quasi emozionato”, dice scherzando non senza una punta di orgoglio.
Per cultura e stili diversi in Canada non esiste una profonda conoscenza in ambito oleario e l’interesse alla diffusione che Filippo ha non è rivolto alla grande distribuzione: “Lui vuole che le persone che lo acquistano abbiano la consapevolezza di ciò che comprano, oltre all’esclusività. Ed il successo è dato dal far ben capire loro come lo devono utilizzare per valorizzarlo al meglio. Ecco perché siamo stati presentati in ristoranti e club privati".
Continua: “In questo modo riusciranno a dare un valore aggiunto al prodotto. Non solo, il suo è un progetto più ampio in quanto vorrebbe lì portare la conoscenza di altre tipicità Italiane legate alle varie realtà del nostro territorio”.
Confermando che la cultura enogastronomica italiana si distingue ancora nel mondo.
di Redazione
© RIPRODUZIONE RISERVATA

























