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martedì 21 Maggio 2024
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    L’arte e la pittura come ricerca e approfondimento: alla Sambuca, nel magico mondo di Marino Cassandro

    Spinto da una creatività sempre fervida, ha deciso di trasformare un vecchio garage di via Senese in un luogo di pura arte: siamo andati a visitarlo...

    SAMBUCA (BARBERINO TAVARNELLE) – Quella di Marino Cassandro, cinquantenne residente alla Sambuca, è qualcosa che va oltre una passione.

    Grande amante di pittura, per lui dipingere equivale a conoscere. L’arte infatti è una continua ricerca che lo spinge ad approfondire sempre di più.

    “Per me dipingere è fondamentale – ci spiega Marino Cassandro – Mi serve per comprendere a fondo la dinamica della nostra composizione mentale”.

    L’artista, infatti, ha basato la propria pittura sulla conoscenza dell’essere umano, su ciò che esso rappresenta e sull’utilità che ciascuno di noi ha su questo pianeta. Una pittura, dunque, che rispecchia l’uomo in tutta la sua globalità.

    Spinto da una creatività sempre fervida, Cassandro ha deciso così di trasformare un vecchio garage di via Senese (a Sambuca) in un luogo di pura arte.

    “Lavoravo in un piccolo garage che non mi permetteva di continuare a dipingere – racconta Cassandro – I quadri finivano per sovrapporsi, così ho trovato uno spazio più grande”.

    Siamo così andati a visitarlo.

    Nella prima stanza ci sono i quadri informali, in cui a prevalere è la vivacità e la forza del colore.

    Si tratta di opere che colpiscono innanzitutto sugli stati emozionali. La seconda stanza, invece, accoglie quadri concettuali, visualizzati e contemplati. Questi infatti, prima di rilasciare emozioni, devono essere compresi nella nostra mente.

    “Tutto questo nasce dall’osservazione dell’uomo – ci spiega ancora –  che è formato da una parte inconscia e da una razionale. Ad agire è la prima parte, finché la logica non le dà ordini”.

    Finché, dunque, a prevalere è l’istinto nascono tali interpretazioni di fantasia.. Ma per Cassandro, l’uomo deve raggiungere una propria consapevolezza ed un controllo di sé. E’ necessario quindi che l’irrazionalità non prenda il sopravvento, ma che l’uomo agisca con coscienza e cognizione. E’ in tal modo che l’artista, partendo dai primi quadri, è giunto così a comprendere, secondo la sua visione, la parte cerebrale di noi.

    Non ha un quadro preferito a cui dichiararsi particolarmente legato: “Sono legato a tutti – ammette – Ciascun quadro, che non è diviso da me, ha contribuito a ciò che sono ora e a portare avanti questa mia conoscenza”.

    La sua maestra di vita è la natura, dalla quale reperisce tutte le informazioni per le sue opere.

    In ogni quadro dell’artista possiamo inoltre ritrovare la circolarità ed il punto.

    “Il punto è tutto per me – conclude l’artista – Ognuno di noi è un piccolo microcosmo a sé che tuttavia appartiene ad un nucleo più grande”.

    Per Marino Cassandro niente è diviso, ciascuno di noi non è fine a se stesso, ma aderisce ad una totalità ben più ampia.

    Un uomo quindi a cui non piacciono le superfici e le verità oggettive, ma a cui piace allargare la propria veduta e ricercare l’unicità delle e nelle cose.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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