domenica 9 Maggio 2021
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    L’andamento della pandemia in Valdelsa, la Cgil: “Aumento dei focolai nei luoghi di lavoro”

    "Sottovalutazione drammatica del rischio di contagio anche da parte dei lavoratori. E atteggiamenti irresponsabili e volutamente omertosi da parte di alcuni datori di lavoro"

    POGGIBOSNI – La Cgil della Valdelsa senese esprime preoccupazione per la situazione pandemica del territorio.

    “Dopo quattro settimane in zona rossa continuiamo a registrare un aumento dei contagi insopportabile ed anomalo – dichiara il coordinatore Cesare De Sanctis – collocandoci come la peggiore area sociosanitaria della Toscana”.

    “Purtroppo – prosegue – dobbiamo denunciare che stanno nascendo molti focolai nei luoghi di lavoro, teoricamente l’ultimo posto dove dovrebbero esserci assembramenti, sia nelle realtà grandi che in quelle piccole di tutti i settori produttivi. Siamo costretti ad evidenziare come ci sia una sottovalutazione drammatica del rischio di contagio anche da parte dei lavoratori e come spesso si verifichino atteggiamenti irresponsabili e volutamente omertosi da parte di alcuni datori di lavoro”.

    Luoghi di lavoro valdelsani che, come noto, in particolare su Poggibonsi, vedono la presenza di tantissimi lavoratori anche di zona chiantigiana. Sia senese che fiorentina.

    “Le nostre strutture stanno intervenendo per denunciare i casi più eclatanti alla prevenzione igiene e sicurezza dell’Asl – prosegue la Cgil – ma crediamo che questo non possa bastare a debellare il Covid-19. Tali atteggiamenti superficiali nei luoghi di lavoro, insieme a casi di assoluta irresponsabilità da parte di alcuni cittadini che si comportano come se niente fosse pur essendo in quarantena e spesso anche positivi, ci vede costretti ad intervenire pubblicamente”.

    “Ci sentiamo in dovere di chiedere alle autorità preposte di comprendere bene il perché di questo aumento dei contagi tramite un’analisi approfondita – continua il rappresentante sindacale – e di agire in maniera mirata, più restrittiva ed incisiva, anche attraverso i controlli. Pertanto abbiamo chiesto ai sindaci valdelsani di prendere in considerazione altre limitazioni e soprattutto uno screening di massa della popolazione. Questo tipo di indagine sarebbe utile anche a campione, partendo dai luoghi di lavoro e dai quartieri con più densità abitativa”.

    “Inoltre – aggiunge il coordinatore di zona della Cgil – abbiamo concordato con il Dipartimento di Prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro dell’Asl e lo chiederemo anche a tutti gli altri Organismi ispettivi di implementare i controlli e i tracciamenti nelle aziende”.

    “E’ evidente, come abbiamo denunciato a livello provinciale fin dall’inizio dell’introduzione della normativa nazionale sul Covid-19 – sottolinea De Sanctis – che il mancato coinvolgimento del sindacato nella costruzione e condivisione dei èrotocolli aziendali sulla sicurezza facilita l’inosservanza delle norme e la mancanza di prevenzione del rischio di contagio”.

    “La Cgil valdelsana pensa che si debba ripartire al più presto con tutte le attività – conclude il sindacalista – ma per farlo non è possibile avere una tale situazione sul territorio, così non ci riusciremo mai. Anche per questo siamo disponibili a dare un fattivo contributo alle istituzioni e a tutti i soggetti preposti per arginare i contagi e permettere, insieme alla vaccinazione, di far riaprire tutte le strutture economiche in sicurezza e serenità insieme alla vita dell’intera comunità”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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