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sabato 18 Settembre 2021
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    ESCLUSIVA / “Potavo una siepe, ho sentito il botto. E una donna che diceva: Ho caldo, ho caldo”

    Giovanni Battista era a poche centinaia di metri dalla casa esplosa questa mattina: "Insieme a una coppia ci siamo precipitati, ma era impossibile fare qualcosa"

    DUDDA (GREVE IN CHIANTI) – Giovanni Battista questa mattina era lassù, al borgo di Dudda.

    Stava potando una siepe, immerso nella pace di questo pugno di case che è come una sorta di frazione della frazione. 

    Era lì quando, attorno alle 9, è esploso l’inferno. “Sono arrivato verso le 8.30 – ci racconta – e stavo potando una siepe. Alle 9 c’è stata l’esplosione: ho sentito un boato enorme, e subito ho visto salire una colonna di fumo e di polvere”.

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    Attimi che rimarranno impressi per sempre nella sua mente.

    “Ho iniziato a correre lungo la strada – continua – Sono arrivato insieme a un altro ragazzo e a una ragazza, che abitano lì vicino. E ci siamo trovati di fronte a quella devastazione”.

    “La strada era ostruita dalle macerie – ci dice – avevano preso fuoco le travi, i travicelli. Abbiamo iniziato a urlare, a chiamare. Abbiamo sentito a distanza una voce di donna che diceva: “Ho caldo, ho caldo”. Poi più niente”.

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    Sapevate che c’era qualcuno in quella casa? “La coppia che l’aveva acquistata – ci risponde – era passata davanti a me poco prima. Non sapevamo che c’era anche un’altra persona, lo abbiamo appresa come tutti più tardi”.

    “Quando ti trovi in quelle situazioni – conclude Giovanni Battista, in una sorta di riflessione a voce alta – vorresti fare qualcosa, aiutare. Ma come fai, è impossibile. Poi sono arrivati i soccorsi: le ambulanze e i carabinieri. Poi i vigili del fuoco”. 

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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