IMPRUNETA – E' una valutazione pessima quella che il gruppo di opposizione del Coraggio di Cambiare dà del bilancio approvato il 3 agosto scorso in consiglio comunale.
"Un'approvazione – sottolinea il consigliere del CDC Riccardo Lazzerini – drammatica, con un sindaco messo in continua difficoltà dai suoi stessi consiglieri, per una maggioranza sempre più sfaldata e disgregata".
Per la cronaca, il documento è statoa approvato con i voti contrari di Roberto Viti (Obbiettivo Comune), Riccardo Lazzerini e Francesca Socci (CDC), assenti Lilian Kraft (Pd), Francesco Bianchi (M5S) e Sandro Bressi (CDC), astenuti due consiglieri della maggioranza Pd, Caterina Guidi e Gabriele Forconi.
"Il Governo Renzi riduce fortemente i trasferimenti agli enti locali – esordisce il CDC in un lungo documento d'accusa – ma il nostro sindaco, di ispirazione renziana, aumenta le entrate tributarie comunali circa 1.386.000 euro; da 5.544.000 del 2014 passano 6.930.000 nel 2015, così facendo, dismette le vesti di sindaco e ricopre il ruolo di esattore".
Nel dettaglio, spiegano, "l’aliquota della Tasi aumenta dal 2,8 al 3,3 garantendo un aumento del gettito fiscale di circa 650.000 euro, dai 2.368.855 del 2014 ai 2.906.532 del 2015; l’addizionale comunale è al massimo consentito per legge, ovvero 0,8 per tutte le categorie sociali, senza diversificare per classe di reddito, come già 21 comuni della provincia di Firenze fanno. Di questi aumenti che pagheranno i cittadini non verrà percepito nessun riscontro né nel livello dei servizi né tanto meno nelle opere pubbliche o nella manutenzione del paese".
"Spulciando la previsione di bilancio – proseguono – scopriamo che dal 25% di raccolta differenziata in più rispetto a due anni fa (dati del sindaco), ci guadagniamo circa 7.275 euro. Francamente un po' poco, se non altro ridicolo. I finanziamenti per tutti e tre gli ordini scolastici in totale aumentano di “ben” 5.641 euro, ma si destinano circa 13.000 euro in meno per le medie, tanto per confermare la totale assenza di sensibilità per la fascia di età adolescenziale (12-18 anni) come si evince sul territorio extrascolastico".
"Per il servizio di asili nido, servizi per l'infanzia e per i minori – ricordano dal CDC – a fronte di un consuntivo di spesa del 2014 di 354.612 troviamo una previsione di spesa per il 2015 di 344.769, meno 10.000 euro. Inoltre su questo punto il decreto enti locali sblocca il limite di assunzione per il personale dei servizi educativi e scolastici comunali, e visto che siamo in fase di gara di appalto, si potrebbe decidere di assumere direttamente gli insegnanti in questione".
"Le 70 euro previste per il controllo della dispersione delle ceneri – continuano spulciando nei minimi dettagli – è un chiaro regalo all’azienda privata che gestisce i servizi cimiteriali. Per coprire il buco di bilancio di verranno sottratti 240.000 euro dagli investimenti (mutui mai spesi) e verranno stanziati 67.000 euro dalla spesa corrente per 30 anni, riducendo ulteriormente la capacità di spesa corrente o facendoceli pagare a noi con l’aumento della Tasi".
Capitolo opere pubbliche: "Slittano di anno in anno e nel 2015 in pratica non verrà realizzato niente. La tanto discussa scuola, operazione che ha il piglio della megalomania, viene affidata ad una società alquanto discutibile, completamente scelta in modo unilaterale e con il caro prezzo della svendita dei beni pubblici: lo stabile di via Roma, ex scuola materna (490.000 euro) e lo stabile dell ex asilo nido di Bagnolo (120.000 euro)".
"Dal piano triennale dei lavori pubblici – ricordano toccando un altro tema caro a Impruneta – non si vede ombra di soluzione delle sedi rionali, promessa fatta in campagna elettorale, ma non difficile da intuire che anche questa volta non verrà mantenuta. La vocazione turistica del territorio non solo non è valorizzata ma è resa completamente invisibile. Non c'è una riorganizzazione delle risorse, quasi non si abbia la percezione dell'importanza del funzionamento della macchina comunale e di quanto questa pesi nel bilancio".
"Tutti gli uffici – rimarcano – lamentano carenza di personale e poca organizzazione ma intanto paghiamo i dirigenti. Serviva davvero reinserirli o era solo un favore a qualcuno? Non sarebbe stato meglio e non sarebbe invece l'ora di riorganizzare le risorse in maniera efficace e risparmiare sugli stipendi dirigenziali che neanche portano valore aggiunto?".
Poi la riflessione politca: "In questo paese sarebbe stato necessario ricomporre un quadro sociale e politico come base di appoggio per scelte anche difficili e non aprire conflitti con realtà del territorio, vedi alcune associazioni sportive o l'annosa vicenda della denuncia dell'Ente Festa dell'Uva o ancora il conflitto con i dipendenti… e magari iniziare un percorso virtuoso che portasse valore aggiunto o scongiurasse l'aumento delle tasse".
"Il quadro politico che emerge da questi pochi dati – concludono – è quello di una giunta che tende sempre più a privatizzare i servizi pubblici, in linea con le teorie economiche che ci stanno portando alla privazione di tutti i nostri servizi universali, nel contempo fa da esattore alle politiche di tagli e sacrifici imposte a livello nazionale, determinate da chi doveva rottamare i vecchi politici corrotti ma di fatto rottama solo i diritti dei meno potenti".
di Matteo Pucci
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